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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Inflazione al 4,2%: la stretta sui consumi preoccupa Confcom

Mauro Lusetti avverte sulle difficoltà dei prossimi mesi e indica rinnovo dei contratti e investimenti nelle rinnovabili come priorità per sostenere le famiglie.

L’aumento dei prezzi registrato a settembre preoccupa Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcom, nuova denominazione di Confcommercio. L’inflazione ha raggiunto il 4,2%, ma per le spese non rinviabili l’impatto si avvicina al 6%, secondo l’ultimo rapporto dell’organizzazione.

«L’impennata ce l’aspettavamo tutti, è il numero che fa impressione», ha osservato Lusetti, sottolineando quanto il dato medio possa risultare ancora più pesante nella vita quotidiana delle famiglie.


Famiglie sotto maggiore pressione

Il rincaro dei beni e dei servizi essenziali riduce il potere d’acquisto e rende più difficile affrontare le spese correnti. Per Confcom, i prossimi mesi potrebbero quindi rivelarsi particolarmente complessi, soprattutto per i nuclei che già destinano gran parte del reddito ai consumi indispensabili.

L’obiettivo indicato da Lusetti è contenere gli effetti del caro vita anche attraverso un’accelerazione nel rinnovo dei contratti. La misura viene considerata necessaria per sostenere i redditi e aiutare le famiglie a fronteggiare l’aumento dei prezzi.

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Rinnovabili, serve una spinta pubblica

Tra le priorità richiamate dal vicepresidente di Confcom c’è anche la possibilità per le imprese di investire nelle fonti rinnovabili. Secondo Lusetti, l’esecutivo deve creare le condizioni perché questi interventi possano partire più rapidamente.

L’azione delle aziende, ha spiegato, deve accompagnarsi a decisioni pubbliche capaci di favorire gli investimenti. Nel frattempo, il rinnovo dei contratti rappresenta per Confcom uno degli strumenti per attenuare le conseguenze dell’inflazione sui bilanci familiari.

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