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Economia 1 min di lettura2 giorni fa

Carburanti, la protesta si allarga: sconti o sciopero

Agricoltori, pescatori, tassisti e camionisti contestano gli aiuti ritenuti insufficienti e chiedono al governo un intervento più incisivo sui prezzi del gasolio.

La mobilitazione contro il caro-carburante si estende a diverse categorie produttive. Agricoltori, pescatori, tassisti e autotrasportatori denunciano rincari del gasolio arrivati al 40% e considerano insufficienti le riduzioni proposte finora da Eni e Ip, comprese tra il 6% e l’8%.


Il malcontento esplode in Sicilia

In Sicilia la protesta ha raggiunto ieri le strade, con iniziative e blocchi della circolazione organizzati dagli agricoltori di Agrisat lungo la Palermo-Agrigento. La mobilitazione coinvolge comparti che dipendono fortemente dal carburante e che chiedono misure proporzionate all’aumento dei costi sostenuti.

Per tassisti e camionisti, gli sconti annunciati dai principali operatori non bastano a compensare l’incremento della spesa per il gasolio. Da qui la minaccia di nuove forme di protesta, fino allo sciopero, se non arriveranno interventi più consistenti.

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I benzinai chiedono un confronto

A contestare l’attuale impostazione sono anche i distributori indipendenti, che sollecitano l’estensione del tetto ai prezzi dei prodotti raffinati. Secondo la loro posizione, limitare l’intervento senza considerare l’intera dinamica dei prezzi non risolverebbe il problema alla base.

I benzinai chiedono quindi un incontro immediato con il governo per discutere le misure da adottare. Il confronto dovrebbe affrontare sia il peso degli aumenti sul lavoro quotidiano sia le richieste di agricoltori, pescatori, tassisti e autotrasportatori, mentre la protesta continua a crescere.

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