Volvo taglia 2.500 posti: Mercedes riduce gli interinali
La casa svedese avvia una nuova riduzione dell’organico mentre il rallentamento in Cina e le difficoltà negli Stati Uniti aggravano la crisi dell’auto europea.
La frenata del mercato automobilistico torna a colpire l’Europa con una nuova ondata di riduzioni dell’organico. Volvo Cars ha annunciato il licenziamento di 2.500 persone, una decisione legata soprattutto all’andamento negativo delle attività in Cina e negli Stati Uniti. Nello stesso quadro si inserisce anche la stretta di Mercedes sui lavoratori interinali.
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Volvo affronta un nuovo ridimensionamento
Per la casa automobilistica svedese si tratta del secondo piano di tagli. La società, controllata dal gruppo cinese Geely, è costretta a intervenire nuovamente sull’occupazione mentre il settore attraversa una fase di forte difficoltà.
Il provvedimento coinvolgerà 2.500 dipendenti. La contrazione della domanda e le condizioni dei due mercati più problematici per Volvo, quello cinese e quello statunitense, hanno accelerato la scelta di ridurre i costi.
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Il paradosso del mercato cinese
A rendere particolare la situazione è il ruolo dell’azionista di maggioranza. Volvo Cars appartiene infatti a Geely, colosso della Cina, ma proprio il rallentamento dell’economia e delle vendite nel Paese asiatico rappresenta una delle principali ragioni alla base dei nuovi licenziamenti.
Le difficoltà non riguardano soltanto Volvo. Anche Mercedes sta intervenendo sul ricorso al personale interinale, confermando la pressione che continua a pesare sull’industria automobilistica europea e sulle sue strategie occupazionali.
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