Volvo Cars, altri 2.500 posti in meno: il piano passa dalle uscite volontarie
Il gruppo svedese ridurrà l’organico soprattutto nel Paese d’origine, mentre Geely resta il principale azionista dell’azienda automobilistica
La riduzione dell’organico arriva in un gruppo con una presenza internazionale estesa e con Geely come azionista di maggioranza. Volvo Cars prepara un nuovo intervento sul personale, dopo i tagli già effettuati nel 2025.
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Una rete produttiva oltre la Svezia
Le attività dell’azienda non sono concentrate soltanto nella sede storica di Göteborg. Volvo Cars dispone infatti di stabilimenti anche in Belgio, negli Stati Uniti e in Cina, oltre ai centri di ricerca situati a Göteborg e Shanghai.
Il legame con la Cina è rafforzato dalla proprietà: il controllo del costruttore svedese è nelle mani della casa automobilistica cinese Geely. Il nuovo piano interesserà comunque in misura particolare la Svezia, dove si trova una parte consistente delle strutture e delle attività del gruppo.
Il piano punta sulle uscite volontarie
A spiegare le modalità dell’operazione è stato Fredrik Hansson, direttore finanziario di Volvo Cars, in dichiarazioni all’agenzia svedese TT: «La cosa importante da sottolineare è che lo faremo ricorrendo a dimissioni volontarie e adottando un approccio molto restrittivo nelle assunzioni».
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Il programma prevede una riduzione complessiva di 2.500 dipendenti. In Svezia saranno coinvolte circa 2.000 persone, con un impatto concentrato soprattutto nell’area di Göteborg, dove Volvo Cars ha i suoi principali impianti produttivi storici.
Un nuovo taglio dopo il 2025
La decisione si inserisce in una sequenza di interventi avviata lo scorso anno. Nel 2025 il gruppo aveva già eliminato 3.000 posti di lavoro, di cui 2.000 in Svezia; ora è previsto un ulteriore ridimensionamento.
L’annuncio è stato diffuso dall’azienda attraverso un comunicato stampa. La strategia combina il ricorso alle uscite volontarie con una linea più rigida sulle nuove assunzioni, così da contenere i costi senza indicare, nel testo disponibile, chiusure degli stabilimenti presenti negli altri Paesi.
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