Unipol accelera a Milano, Mediobanca crolla: cosa muove Piazza Affari
Chiusura positiva per Milano e Amsterdam, mentre Madrid guida i listini europei; stabile lo spread, euro e materie prime ancora sotto pressione.
La seduta ha premiato Unipol, salita del 4% a Piazza Affari, mentre Mediobanca ha accusato una brusca perdita del 5,1%. Sullo sfondo c’è l’operazione di Intesa Sanpaolo su Mps, che potrebbe modificare gli equilibri nel settore bancario italiano.
Milano ha comunque terminato la giornata in progresso dello 0,6%, condividendo il risultato con Amsterdam. Il differenziale tra Btp e Bund decennali è rimasto fermo a 113 punti base, mentre l’euro ha continuato a indebolirsi, scendendo dello 0,4% a 1,12 dollari.
Unipol spinta dall’operazione Mps
Il titolo Unipol ha beneficiato delle prospettive legate all’offerta di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Nel progetto, l’assicurazione dovrebbe rilevare 635 filiali del Monte cedute da Ca’ de Sass, per trasferirle successivamente a Bper, che ha chiuso in rialzo del 2,3%.
Anche Intesa Sanpaolo ha concluso la seduta con un aumento dell’1,5%, a 6,43 euro, mentre Mps è avanzata dello 0,8%, a 11,37 euro. L’operazione di acquisto e scambio è tornata a offrire un premio dell’1,5%; Mediobanca, invece, ha perso terreno in vista dell’auspicio espresso da Intesa Sanpaolo che gli azionisti senesi respingano la fusione con Monte dei Paschi.
Piazza Affari segue i rialzi europei
Il listino di Madrid ha segnato la performance migliore, con un guadagno dell’1,1%. Dopo Milano e Amsterdam, entrambe a +0,6%, si sono collocate Londra, salita dello 0,3%, e Francoforte, rimasta appena sopra la parità.
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In controtendenza Parigi, arretrata dello 0,8%. A pesare è stato soprattutto Schneider Electric, crollata del 10% dopo l’annuncio dell’acquisizione della società statunitense Ptc per 22,6 miliardi di dollari.
Gas e petrolio restano deboli
Tra gli altri titoli milanesi si sono distinti Tenaris, in crescita del 5,2%, e Fincantieri, che ha guadagnato il 4,6%. Tim ha invece lasciato sul terreno il 2,3%.
Sul mercato energetico di Amsterdam, riferimento europeo per il gas, il contratto con consegna a novembre perdeva il 2,1% dopo la chiusura dei listini, a 73,1 euro per megawattora. In calo anche il petrolio, vicino a una flessione dell’1% e con quotazione intorno ai 90 dollari al barile.
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