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Economia 1 min di lettura57 min fa

Truffa del falso ispettore: il bonifico è partito, cosa si sa

Un messaggio relativo a un pagamento mai riconosciuto ha dato il via a una telefonata costruita per apparire credibile.

Un messaggio relativo a un pagamento mai riconosciuto ha dato il via a una telefonata costruita per apparire credibile. La vittima, contattata il 14 settembre 2026, è stata indotta a parlare prima con falsi operatori Nexi e poi con un uomo che si è qualificato come ispettore della Questura.


L’allarme partito da un messaggio

Il primo contatto è arrivato dopo un SMS che segnalava un presunto addebito di 1.485 euro. Dall’altra parte della chiamata, gli interlocutori si sono presentati come addetti Nexi, sfruttando il riferimento a un’operazione bancaria per guadagnare la fiducia della persona.

La conversazione non si è fermata al falso servizio clienti. La telefonata è stata trasferita a un secondo soggetto, descritto come un ispettore della Questura, che avrebbe parlato di verifiche su movimenti bancari sospetti.

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La richiesta del falso ispettore

Secondo il racconto, l’uomo sosteneva che fosse necessario mettere al sicuro il conto. È in questo passaggio che la vittima sarebbe stata convinta a effettuare un bonifico, ritenendo di collaborare a un controllo e di proteggere il proprio denaro.

Il materiale disponibile non specifica né l’importo del bonifico eseguito né l’esito delle richieste di recupero. Restano quindi da chiarire le modalità dell’operazione, i tempi della segnalazione alla banca e gli eventuali sviluppi successivi alla denuncia.

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