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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Da fabbrica a rifugio: la svolta di Dynamo Camp

A Limestre un vecchio impianto metallurgico ospita ragazzi con oltre 100 patologie e sostiene una rete sociale che dà lavoro a centinaia di persone.

A Limestre, sulla Montagna pistoiese, un’area nata per la produzione del rame è diventata un punto di riferimento per la cura e il tempo libero di bambini e ragazzi con patologie complesse. Dynamo Camp accoglie oggi giovani colpiti da più di 100 malattie, insieme ai loro familiari, e propone attività durante tutto l’anno.

Il progetto ha assunto anche un peso rilevante per l’economia locale. Serena Porcari, alla guida della Fondazione Dynamo, spiega: «Siamo il principale datore di lavoro: qui impieghiamo 610 persone e più del 70% proviene dal territorio».


Un villaggio nato tra i boschi

L’esperienza è partita nel 2007 con soggiorni estivi gratuiti dedicati ai minori malati di tumore. L’obiettivo iniziale era offrire quella che viene definita terapia ricreativa, cioè un percorso capace di affiancare alle cure momenti di svago, socialità e autonomia.

Nel tempo, però, la struttura ha ampliato la propria missione. L’ex stabilimento metallurgico si è trasformato in un complesso di 40 ettari, inserito in un’oasi del Wwf estesa per 900 ettari, dove operano professionisti sanitari, volontari e addetti alle attività del centro.


Le donazioni hanno fatto crescere il progetto

L’intero sistema si basa sul sostegno dei privati. Nel 2007 le donazioni ammontavano a 1,3 milioni; nel 2026 hanno raggiunto quota 13 milioni. Complessivamente, nell’arco di vent’anni, sono stati raccolti 120 milioni di euro.

A contribuire sono state soprattutto le persone, con il 40% delle risorse, seguite dalle aziende con il 36%. Fondazioni e associazioni hanno rappresentato il 18%, mentre il settore pubblico ha coperto il restante 6%. Questi finanziamenti hanno permesso di allargare l’accoglienza, rafforzare gli organici, ampliare gli spazi e moltiplicare le proposte.

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Una rete oltre l’assistenza

La Fondazione Dynamo non gestisce soltanto il camp. Nel corso degli anni ha costruito una rete di attività e partecipazioni che comprende formazione, abbigliamento, agricoltura, alimentazione e iniziative culturali.

A questa galassia si aggiunge una fondazione di comunità impegnata nei servizi per la Montagna pistoiese, tra cui l’asilo nido e le attività sportive. Il modello, quindi, collega l’accoglienza dei giovani pazienti a interventi destinati alla vita quotidiana del territorio.


Il nuovo ruolo della Montagna pistoiese

Secondo Porcari, la presenza di Dynamo ha modificato il profilo economico dell’area: «Siamo diventati un punto di riferimento economico, abbiamo creato lavori che prima non esistevano, trasformando un luogo che aveva un passato industriale in un luogo di economia sociale».

Le 610 persone impiegate rappresentano il risultato più concreto di questa trasformazione. Oltre il 70% degli addetti arriva dalla zona, facendo della struttura non solo un luogo di cura e ospitalità, ma anche uno dei principali motori occupazionali della comunità locale.

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