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Economia 2 min di lettura49 min fa

730, ultima chance: due date per correggere gli errori

Chi ha dimenticato dati o non ha rispettato la prima scadenza può ancora rimediare, scegliendo tra 730 integrativo e modello Redditi PF.

Una spesa detraibile rimasta fuori, un reddito non indicato o una scadenza saltata non chiudono necessariamente ogni possibilità per chi ha già trasmesso il modello 730. Restano infatti due percorsi, con tempi e condizioni differenti, per sistemare la dichiarazione dei redditi.


Il 730 integrativo scade prima

Quando la modifica porta a un credito maggiore, riduce l’imposta da versare oppure lascia invariato il risultato fiscale, il contribuente può valutare il 730 integrativo. Questa soluzione riguarda, tra gli altri casi, chi si accorge di non aver inserito una spesa deducibile o detraibile, un reddito già sottoposto correttamente a tassazione o un altro elemento utile a ottenere un esito più favorevole.

La domanda deve essere presentata entro lunedì 26 ottobre 2026. Per utilizzare questa strada è necessario rivolgersi a un Caf oppure a un professionista abilitato, ai quali spetta la trasmissione della dichiarazione corretta. La stessa procedura è ammessa anche se l’integrazione non cambia l’ammontare dell’imposta dovuta.


Il modello Redditi offre più tempo

Chi non riesce a rientrare nel termine del 26 ottobre, oppure deve correggere la dichiarazione attraverso l’altro canale previsto, può ricorrere al modello Redditi Persone fisiche. In questo caso la scadenza indicata è quella del 2 novembre.

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La possibilità interessa sia chi ha omesso informazioni nel 730 sia chi non ha rispettato il termine originario di presentazione. La scelta tra i due modelli dipende quindi dall’effetto della correzione e dalla data entro cui si riesce a completare l’adempimento.


Le indicazioni dell’Agenzia

A richiamare le alternative ancora disponibili è FiscoOggi, la rivista online dell’Agenzia delle Entrate. L’indicazione consente di distinguere il caso in cui la variazione produca un vantaggio fiscale o lasci invariato il risultato da quello in cui occorra utilizzare il modello Redditi.

Prima di procedere, il contribuente deve quindi verificare quale sia l’effetto dell’integrazione e quale termine sia ancora rispettabile. Il 730 integrativo offre una scadenza più ravvicinata, mentre il modello Redditi PF consente di arrivare fino al 2 novembre.

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