172mila ormeggi, ma la vera sfida italiana sono i superyacht
La nautica da diporto genera 5,7 miliardi di euro, ma l’offerta portuale italiana resta limitata proprio per le imbarcazioni di maggiore dimensione.
Il comparto dello yachting ha prodotto in Italia un impatto economico di 5,7 miliardi di euro nel 2025. A trainare il settore sono soprattutto le unità oltre i 24 metri, mentre la rete di approdi destinata a questa fascia rimane ancora ridotta: appena il 2% dei circa 172mila posti barca disponibili nel Paese.
La crescita parte dalle grandi unità
Il quadro emerge dal rapporto “Yachting tourism and economic contribution”, realizzato da Confindustria nautica insieme a Deloitte e presentato al Salone nautico di Genova. Lo studio segnala che, dal 2021, le imbarcazioni inferiori ai 10 metri sono diminuite in media del 3,7% ogni anno; nello stesso periodo, le barche tra 18 e 24 metri sono aumentate dello 0,7%, mentre i superyacht hanno registrato un incremento del 3,3%.
La concentrazione degli ormeggi per le unità più grandi è particolarmente evidente in Liguria e Toscana, che insieme raccolgono circa metà della capacità nazionale dedicata agli yacht oltre i 24 metri. Il segmento ha inoltre un peso strategico per la cantieristica italiana, prima al mondo nella costruzione delle grandi imbarcazioni da diporto.
Porti ancora distribuiti male
In Italia sono presenti 790 infrastrutture portuali per la nautica da diporto. Rapportata alla lunghezza delle coste, però, la dotazione resta inferiore a quella di Francia e Spagna: si contano 7,2 strutture ogni 100 chilometri, contro rispettivamente 9,7 e 7,5.
Il divario è ancora più marcato nel Mezzogiorno e nelle isole, dove la densità scende sotto le 5 strutture ogni 100 chilometri. La distribuzione dell’offerta, quindi, non è omogenea. Secondo Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, la situazione dovrebbe migliorare grazie ai 24mila nuovi ormeggi attualmente in costruzione, tra porti turistici da realizzare e ampliamenti di scali già operativi.
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La presenza straniera pesa sull’economia
La flotta mondiale dei superyacht conta circa 10.900 unità e dal 2018 cresce mediamente del 4,1% all’anno. Di queste, circa 2.200 hanno navigato lungo le coste italiane; quasi il 93% batte bandiera estera.
Tra le imbarcazioni arrivate in Italia, 1.200 hanno una presenza stagionale e restano mediamente 23 giorni. Le altre 960 sono invece stanziali e trascorrono nel Paese circa 193 giorni, con la Liguria come principale area di riferimento. Il rapporto rileva inoltre che gli yacht stanziali con bandiera italiana generano ogni anno una spesa pari a cinque volte quella delle unità stagionali straniere.
Sardegna e Liguria al centro
Per le presenze stagionali, le mete più frequentate sono la Costa Smeralda e il Golfo di Olbia. Seguono Capri, il Golfo del Tigullio e la Costiera Amalfitana, confermando il ruolo centrale delle destinazioni costiere più note del Mediterraneo italiano.
La Liguria domina invece il segmento degli yacht stanziali in base ai giorni di permanenza. Le aree con il maggior numero di presenze sono la Riviera dei Fiori, Genova e il Golfo della Spezia. Alla presentazione dello studio hanno partecipato, tra gli altri, il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, Mario Zanetti di Confindustria, il presidente di Confindustria nautica Piero Formenti e il governatore ligure Marco Bucci.
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