Trevi scatta, Mediobanca affonda: Piazza Affari resta sotto pressione
Webuild sale al 18,9% di Trevi e fa correre il titolo, mentre banche e principali industriali mostrano un andamento diviso
Trevi balza del 5,71% tra le società a minore capitalizzazione, dopo che Webuild ha portato al 18,9% la propria partecipazione rilevando azioni a 5,165 euro. Il valore pagato supera quello indicato nell’offerta pubblica di acquisto: la differenza sarà quindi riconosciuta anche agli altri aderenti. Nello stesso segmento, Risanamento arretra del 3,48%.
Titoli industriali tra rialzi e frenate
Sul listino principale Technoprobe guadagna lo 0,97%, mentre Stm lascia sul terreno lo 0,3%. Movimento analogo, ma di segno diverso, per Stellantis, in progresso dello 0,76%, e Ferrari, quasi invariata a -0,04%.
Tra gli altri industriali spiccano Tenaris, che sale dell’1,37%, Fincantieri, in aumento dell’1,28%, e Amplifon, avanti dell’1,13%. Più deboli Prysmian (-1,54%), Snam (-1,28%), Italgas (-0,8%) e Tim (-0,53%); Eni si muove invece in rialzo dello 0,5%.
Banche, il rilancio riaccende il confronto
Il comparto finanziario procede senza una direzione uniforme. Mediobanca cede il 5,4%, Unicredit perde lo 0,74% e Banca Generali arretra dello 0,48%, mentre Bper sale dello 0,92% e Unipol accelera del 2,21%. Generali resta praticamente ferma, con un progresso dello 0,02%.
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A muovere l’attenzione sul settore è anche l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Mps. Il rilancio di 0,25 euro contribuisce a movimentare i titoli, che segnano rispettivamente -0,08% per Intesa Sanpaolo e -0,09% per Mps.
Milano cambia direzione
Dopo i primi trenta minuti di contrattazioni, l’indice Ftse Mib si porta in territorio negativo. Il principale paniere di Piazza Affari scende dello 0,2% e si attesta a 50.380 punti.
La seduta presenta dunque un quadro frammentato: alle accelerazioni di Unipol, Trevi e di alcuni titoli industriali si contrappongono le perdite di Mediobanca, Prysmian e delle altre azioni in calo.
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