Conti pubblici, il saldo regge ma le famiglie perdono potere d’acquisto
Nel secondo trimestre 2026 il saldo primario è positivo al 3% del Pil, mentre la pressione fiscale sale e il potere d’acquisto delle famiglie arretra.
Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche ha chiuso il secondo trimestre 2026 in territorio positivo, raggiungendo un peso del 3,0% sul Pil. Il dato considera i conti al netto della spesa sostenuta per gli interessi sul debito.
Famiglie sotto pressione sui consumi
La fotografia dell’Istat evidenzia anche una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Le stime dedicate ai nuclei familiari e alle società rientrano nel quadro dei conti trimestrali dei settori istituzionali.
Il materiale diffuso dall’Istituto riguarda l’andamento dell’economia italiana nel periodo aprile-giugno 2026. I risultati vengono presentati attraverso le principali grandezze dei conti nazionali, con attenzione sia al settore pubblico sia agli altri comparti dell’economia.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Fisco più pesante nel trimestre
Nel periodo considerato, la pressione fiscale si è attestata al 43,5%. Rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente, l’indicatore è cresciuto di 0,5 punti percentuali.
Il dato fiscale completa il quadro elaborato dall’Istat sugli andamenti trimestrali. La rilevazione mette così in relazione il risultato positivo del saldo primario con l’aumento del prelievo e con il calo del potere d’acquisto registrato per le famiglie.
Continua a leggere
Altoforni ex Ilva, il secondo no dei giudici: resta lo stop
La Corte d’Appello di Milano ha respinto un nuovo ricorso contro lo spegnimento degli impianti previsto entro la fine di ottobre
Mediobanca affonda, Milano resta ferma: cosa muove i mercati europei
La seduta vede l’euro scendere a 1,12 dollari e i rendimenti di Italia e Francia aumentare, mentre le Borse procedono in ordine sparso.
Pil, il 2026 è già a +0,8%: il dato Istat sul secondo trimestre
La stima aggiornata conferma l’aumento dello 0,2% tra primo e secondo trimestre e la crescita annua dell’1,0%.
Oro sotto pressione: volatilità, digitale e nuove paure per i mercati
Il vice direttore generale della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari segnala i rischi legati a prezzi, tokenizzazione, domanda delle banche centrali e debito pubblico.