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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Oro sotto pressione: volatilità, digitale e nuove paure per i mercati

Il vice direttore generale della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari segnala i rischi legati a prezzi, tokenizzazione, domanda delle banche centrali e debito pubblico.

L’oro non è più percepito come un’eccezione rispetto alle turbolenze finanziarie: anche il metallo prezioso risente dei movimenti dei prezzi e dei cambiamenti rapidi che stanno attraversando i mercati. A Sorrento, durante la conferenza mondiale dedicata ai metalli preziosi, il vice direttore generale della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari ha richiamato l’attenzione anche sull’impatto della trasformazione digitale.


La nuova esposizione dell’oro

Secondo Altimari, l’oro è ormai coinvolto nella crescente instabilità degli scambi finanziari. «La velocità e l’imprevedibilità degli attuali sviluppi stanno colpendo tutti i mercati e l’oro non fa eccezione», ha affermato introducendo i lavori dell’appuntamento di Sorrento.

Tra i possibili fattori di cambiamento rientra la digitalizzazione, con la tokenizzazione destinata a modificare ulteriormente il modo in cui gli investitori possono accedere al metallo prezioso. Il fenomeno si inserisce in uno scenario nel quale le dinamiche di mercato diventano più veloci e difficili da prevedere.


Domanda cambiata dal 2022

Nel suo intervento, il dirigente ha inoltre ricordato che dal 2022 la composizione della domanda ha subito una trasformazione strutturale. Le banche centrali hanno aumentato in modo significativo la loro presenza, soprattutto grazie agli acquisti effettuati dalle economie emergenti.

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La gioielleria continua a rappresentare il principale canale di domanda, ma il suo peso è diminuito anche a causa del livello elevato raggiunto dalle quotazioni. Parallelamente, la maggiore facilità di accesso ai fondi negoziati in Borsa ha ampliato la partecipazione degli investitori individuali e di quelli orientati a operazioni di breve periodo.


Debito e tensioni geopolitiche

Altimari ha infine indicato tra le forze che hanno sostenuto l’interesse per l’oro l’incertezza geopolitica e il blocco dei beni russi. A questi elementi si aggiunge la strategia d’investimento legata al timore che l’aumento del debito pubblico possa ridurre nel tempo il valore reale della moneta.

Queste dinamiche, ha osservato il vice direttore generale, si sono manifestate con particolare evidenza nel 2025 e nel 2026. Il quadro descritto combina quindi pressioni finanziarie, decisioni delle autorità monetarie e nuove modalità digitali di partecipazione al mercato.

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