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Economia 2 min di lettura4 giorni fa

Trevi, Icop alza la posta: 340 milioni e un premio del 49%

L’Ops sale a 0,165 azioni Icop per ogni titolo Trevi, superando sia la proposta iniziale sia quella cash di Webuild

Il comparto dell’ingegneria del sottosuolo resta al centro della sfida tra Icop e Webuild per Trevi. «Il settore dell’ingegneria del sottosuolo è frammentato. Sarebbe interessante esplorare un consolidamento del comparto», ha osservato l’amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco. Intanto, sul listino, Trevi ha terminato la seduta a 4,83 euro, con un progresso dell’1,47%.


La contesa ora entra nel vivo

L’operazione si inserisce in una partita industriale tutta italiana, aperta il 28 giugno 2026 con la prima Ops promossa da Icop. A luglio Webuild ha risposto con un’Opa interamente in denaro, dal valore complessivo di circa 280 milioni di euro.

Il consiglio di amministrazione di Trevi, gruppo con sede a Cesena e una forza lavoro superiore a 3mila persone, ha bocciato entrambe le proposte: quella di Icop il 10 settembre e quella di Webuild giovedì 24 settembre. In entrambi i casi, il giudizio è stato negativo perché il prezzo non sarebbe stato adeguato agli interessi degli azionisti né rappresentativo del valore della società.


Più azioni Icop per ogni Trevi

La nuova proposta modifica il rapporto di scambio: chi aderirà riceverà 0,165 azioni ordinarie Icop per ciascun titolo ordinario Trevi consegnato. Il precedente rapporto era fissato a 0,133 azioni Icop, con un miglioramento complessivo del 24,1%.

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Utilizzando il prezzo ufficiale Icop del 26 giugno 2026, pari a 31,300 euro, ogni azione Trevi viene valorizzata 5,165 euro. Il valore supera del 49% la quotazione Trevi di riferimento, pari a 3,467 euro, e risulta superiore del 14,8% rispetto ai 4,500 euro messi sul piatto da Webuild. Il controvalore dell’operazione cresce così da circa 273 milioni a circa 340 milioni.


Icop punta alle adesioni

Secondo la società, l’aumento del corrispettivo serve a rafforzare l’attrattività dell’offerta e a favorire una maggiore partecipazione degli azionisti Trevi. L’impostazione prevede che questi ultimi entrino nel capitale del gruppo integrato attraverso la consegna delle proprie azioni e l’assegnazione di nuovi titoli Icop.

L’obiettivo dichiarato è consentire ai soci di beneficiare del valore che il progetto di integrazione strategica potrebbe generare. Il rilancio arriva dunque dopo il doppio rifiuto del cda di Trevi e mentre resta aperto il confronto con la proposta concorrente in contanti avanzata da Webuild.

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