Trevi dice no a Webuild: offerta giudicata troppo bassa
Il cda del gruppo romagnolo ha respinto la proposta da 4,50 euro per azione, mentre su Trevi resta aperta anche l’Ops promossa da Icop.
Trevi ha stoppato l’operazione di Webuild, ritenendo che il prezzo proposto non tuteli gli interessi dei soci. Il gruppo romagnolo, nato a Cesena nel 1957 e attivo nell’ingegneria del sottosuolo, ha scelto di non andare avanti con l’offerta.
Il cda chiude la porta
La valutazione negativa arriva direttamente dal consiglio di amministrazione, che ha bollato la proposta come poco vantaggiosa per gli azionisti. Al centro del giudizio c’è il corrispettivo fissato da Webuild: 4,50 euro per ciascun titolo conferito nell’Opa lanciata a fine luglio.
L’operazione riguarda una realtà specializzata in fondazioni speciali, gallerie e consolidamenti del terreno. Per il board, però, quella cifra non basta a rendere l’offerta interessante sul piano economico.
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Sul tavolo resta anche Icop
Il rifiuto di Trevi arriva mentre sul dossier pesa un altro fronte: l’Ops annunciata da Icop. La partita sul gruppo ingegneristico, dunque, non si esaurisce con la mossa di Webuild.
Restano quindi aperti più scenari sul futuro della società, che finora si è espressa in modo netto solo sulla proposta da 4,50 euro. La decisione del cda, in questa fase, segna un passaggio decisivo ma non chiude del tutto il quadro attorno a Trevi.
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