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Economia 1 min di lettura8 ore fa

Lindt frena sul 2026: vendite quasi ferme e Borsa in caduta

Il gruppo svizzero riduce drasticamente le attese di crescita dopo il calo dei consumi e delle quotazioni del cacao.

Lindt affronta una brusca revisione delle prospettive per il 2026: il gruppo svizzero prevede una crescita delle vendite appena dello 0,2%, contro l’intervallo compreso tra il 4% e il 6% indicato in precedenza. Dopo l’annuncio, il titolo ha perso oltre il 7% in Borsa.

A pesare sui risultati sono soprattutto le temperature elevate, che hanno ridotto la domanda di cioccolato nell’intero comparto, e l’andamento negativo registrato in Germania, Svizzera e Austria. Il gruppo, fondato nel 1845 e presente anche in Italia con uno stabilimento, deve inoltre fare i conti con gli effetti degli aumenti applicati negli ultimi anni.


Le vendite rallentano in Europa

Lindt ha spiegato che il rincaro dei prodotti, reso necessario dall’impennata delle quotazioni del cacao, ha inciso sui consumi in alcuni mercati europei. La combinazione tra prezzi più elevati e clima caldo ha quindi contribuito a indebolire la performance attesa per l’esercizio in corso.

La frenata riguarda in particolare tre Paesi indicati dal gruppo: Germania, Svizzera e Austria. Il nuovo obiettivo dello 0,2% rappresenta un ridimensionamento netto rispetto alla precedente previsione, che prospettava un’espansione compresa tra il 4% e il 6%.


Cacao in calo, cambia la strategia

Il ribasso delle quotazioni del cacao apre ora la strada a una possibile riduzione dei prezzi. Secondo Adalbert Lechner, amministratore delegato di Lindt, gli aumenti adottati negli anni passati hanno colpito alcuni mercati europei, mentre la diminuzione dei costi della materia prima dovrebbe modificare il quadro nei prossimi mesi.

“Con il ribasso dei prezzi prevediamo che le pressioni sui costi si normalizzeranno nei prossimi mesi”, ha dichiarato Lechner. Il gruppo guarda così al 2027, anno per il quale il dirigente prevede il ritorno a una crescita positiva dei volumi, dopo il rallentamento atteso nel 2026.

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