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Economia 2 min di lettura13 ott

Trento, il vetro riciclato supera il 90%: il riconoscimento a Vetri Speciali

Il sito di Spini di Gardolo entra nella mappa dei progetti italiani capaci di unire innovazione industriale, riduzione dei consumi e sostenibilità

La realtà produttiva di Spini di Gardolo, a Trento, è stata scelta da Legambiente come una delle esperienze più significative della transizione ecologica in Italia. Il riconoscimento rientra nella 47ª tappa della campagna nazionale “I cantieri della transizione ecologica”, avviata dall’associazione nel 2023 per individuare e raccontare iniziative in cui tecnologia e tutela ambientale procedono insieme.

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Un sito che ha raccolto nuova occupazione

Lo stabilimento oggi dà lavoro a più di 300 persone. Tra gli addetti figurano 125 lavoratori già impiegati nell’ex fabbrica Whirlpool, molti dei quali avevano superato i cinquant’anni quando il sito è stato riconvertito; nel tempo si sono aggiunti giovani del territorio e altre professionalità locali, anche grazie al “ProgettoGiovani” della Provincia di Trento.

Un ulteriore passaggio è arrivato nel 2025, con l’ampliamento della struttura e l’inserimento del personale proveniente dall’impianto di Pergine Valsugana. Per quest’ultimo, situato a breve distanza da Trento, la produzione si era conclusa nell’ottobre 2024.


Dalla riconversione alla fabbrica sostenibile

L’impianto di Vetri Speciali è nato nel 2015 sulle aree dell’ex sito industriale Whirlpool. La lavorazione può impiegare oltre il 90% di vetro recuperato: rispetto alle materie prime vergini, questo materiale necessita di meno energia durante la fusione e contribuisce quindi a contenere consumi ed emissioni di anidride carbonica.

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Una parte dell’elettricità utilizzata viene generata internamente attraverso un impianto fotovoltaico da circa 800 kWp. La struttura dispone inoltre di un sistema rinnovato per la gestione dell’acqua e impiega l’intelligenza artificiale nei controlli di qualità.


Energia, acqua e rumore sotto controllo

Il sito è stato predisposto anche per testare l’impiego dell’idrogeno nell’alimentazione di un forno fusore. A questo si aggiunge il recupero del calore prodotto dai fumi, sfruttato nei mesi freddi per il riscaldamento degli edifici e durante l’estate per il raffrescamento degli ambienti.

Interventi specifici hanno riguardato infine l’impatto acustico dei reparti. Un rivestimento composto da due strati contribuisce a contenere il rumore generato dalle attività produttive, completando il quadro delle soluzioni ambientali adottate nello stabilimento.

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