Bollette, la svolta sull’Ets può frenare il caro-elettricità
Bruxelles e Roma lavorano a un’intesa che impedirebbe alla tassa sulle emissioni di gas di spingere verso l’alto il prezzo all’ingrosso dell’energia.
Il costo aggiuntivo del gas legato alla tassa europea sulle emissioni non dovrebbe tradursi in un ulteriore rialzo del prezzo all’ingrosso dell’elettricità. È questo il punto centrale dell’intesa ancora in fase di definizione tra il governo italiano e la Commissione europea sul decreto bollette, con le ultime verifiche tecniche ancora da completare.
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Bruxelles apre alla proposta italiana
Il confronto tra Roma e Bruxelles riguarda il meccanismo con cui l’Italia vorrebbe applicare la misura. Secondo quanto riferito da fonti del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, l’accordo di massima consentirebbe di evitare che il tributo europeo sulle emissioni finisca per aumentare il costo dell’energia scambiata all’ingrosso.
Un portavoce della Commissione ha confermato che le discussioni hanno prodotto progressi e che si sta delineando una soluzione compatibile con la normativa dell’Unione europea. L’intesa, ha precisato, dovrà comunque essere definita nei dettagli prima di poter essere considerata conclusa.
Come cambierebbe il conto finale
Il decreto predisposto dal governo prevede di trasferire sulle bollette dei consumatori il costo dell’Ets applicato alla produzione elettrica alimentata a gas. L’obiettivo è ridurre, attraverso questo meccanismo, la componente legata al prezzo del gas nella formazione del valore all’ingrosso dell’elettricità.
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La riduzione ottenuta sul mercato all’ingrosso dovrebbe risultare più ampia dell’aumento inserito nella tariffa dei clienti finali. In questo modo, secondo l’impostazione del provvedimento, il saldo per i consumatori sarebbe positivo, con un risparmio complessivo nonostante l’addebito in bolletta della componente fiscale.
Il nodo energia per l’economia
L’intervento necessita del via libera europeo perché il sistema Ets rientra nelle competenze dell’Unione. Per questo il governo ha negoziato con la Commissione una modalità di applicazione che mantenga invariato l’effetto sul prezzo all’ingrosso e rispetti le regole comuni.
Giorgia Meloni ha indicato il costo dell’energia come il principale ostacolo per l’economia e la competitività delle imprese. La presidente del Consiglio ha sottolineato che nessun Paese può affrontare da solo il problema e ha chiesto una risposta coordinata e rapida, sostenendo che le norme non debbano finire per aggravare la crisi.
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