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Economia 1 min di lettura14 ott

Prezzi Usa oltre il previsto: mercati sotto pressione a settembre

Il dato sull’inflazione americana rafforza il dollaro e spinge verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato, mentre le Borse europee procedono in ordine sparso.

Il mercato obbligazionario torna sotto pressione dopo i numeri americani: il rendimento del Treasury decennale aumenta di 10 punti base. Anche in Europa salgono i tassi, con lo spread tra Btp e Bund che raggiunge quota 108 punti.

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Rendimenti in rialzo, euro più debole

Il decennale italiano si porta al 4,58%, mentre il Bund tedesco sale al 3,5%. Crescono di cinque punti base anche i rendimenti dei titoli francesi, al 4,88%, spagnoli, al 4,12%, e greci, al 4,41%.

Sul mercato valutario il dollaro guadagna terreno contro le principali monete. L’euro arretra fino a 1,1135 sul biglietto verde, in una reazione che riflette la lettura più severa dei dati sui prezzi statunitensi.


Piazza Affari frena dopo i dati

Le Borse del Vecchio continente reagiscono senza una direzione uniforme. Milano è la più debole, con una flessione dello 0,3%, mentre Londra avanza dello 0,3%, Parigi dello 0,8%, Francoforte dello 0,7% e Madrid dello 0,6%.

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A condizionare gli scambi è soprattutto l’accelerazione dell’inflazione negli Stati Uniti. A settembre l’aumento annuo dei prezzi ha raggiunto il 3,7%, superando sia il 3,4% precedente sia il 3,6% previsto dagli analisti.


Inflazione sopra le previsioni

Su base mensile, l’indice generale ha registrato una crescita dello 0,6%. Il dato conferma una dinamica più intensa rispetto alle attese e alimenta le valutazioni degli investitori sull’evoluzione della politica monetaria americana.

Anche l’indice depurato dalle componenti energetiche e alimentari ha oltrepassato le stime: l’incremento è stato del 2,6% su base annua e dello 0,3% nel confronto mensile. Entrambi i valori risultano superiori alle previsioni diffuse prima della pubblicazione dei dati.

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