Toscana, la svolta industriale passa dall’aerospazio: l’idea di Baroncelli
Il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa chiede una strategia per difendere la manifattura, creare competenze e fermare il rischio di deindustrializzazione.
La crescita regionale stimata allo 0,5% quest’anno riporta al centro il tema delle scelte industriali. Per Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, il rilancio passa dal rafforzamento della manifattura e da una strategia capace di riportare in Toscana attività e professionalità perdute.
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La manifattura resta la priorità
Baroncelli, 43 anni e originario di Firenze, guida dal marzo scorso l’associazione che rappresenta le imprese di Firenze, Livorno e Massa-Carrara. Da allora ha indicato nella reindustrializzazione uno degli obiettivi principali per il futuro economico della regione.
A suo giudizio, serve una politica industriale che riconosca alla manifattura un ruolo centrale nella crescita del prodotto interno lordo e nella formazione di competenze qualificate. La Toscana, sostiene, può recuperare alcune funzioni trasferite altrove, riportandole sul territorio.
Aerospazio, il settore da potenziare
Tra gli ambiti con il maggiore potenziale viene indicato l’aerospazio. La presenza già consolidata del gruppo Leonardo potrebbe diventare il punto di partenza per ampliare la filiera regionale, favorire la nascita di attività collegate e sostenere nuova occupazione ad alta qualificazione.
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Il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa considera questo percorso utile anche per contrastare la diffusione del lavoro povero. La sua proposta è costruire un vero distretto dedicato all’aerospazio, accompagnando il recupero delle competenze con misure più ampie per il sistema produttivo.
Le scelte politiche ancora da chiarire
Baroncelli chiede alla politica di definire con precisione quale direzione assegnare alla Toscana. «La politica deve decidere cosa vuole per la Toscana: essere un territorio manifatturiero o scivolare nella deindustrializzazione», ha affermato, ponendo il confronto tra sviluppo industriale e arretramento produttivo al centro del dibattito.
Tra le questioni richiamate figurano anche la disponibilità di case per i lavoratori e la situazione di Piombino, indicata come motivo di preoccupazione. Il rilancio, nella sua impostazione, richiede quindi sia investimenti nei settori avanzati sia condizioni territoriali capaci di sostenere imprese e occupazione.
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