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Economia 1 min di lettura4 giorni fa

Tim, Poste all’85,82%: il delisting resta a un passo

Dopo il successo dell’OPAS, il gruppo guidato da Matteo Del Fante deve colmare il divario residuo valutando fusione o una nuova offerta

Il controllo di Telecom Italia passa ancora più saldamente nelle mani di Poste Italiane, ma l’uscita della società telefonica dalla Borsa non è stata completata. L’operazione ha portato il gruppo all’85,82% del capitale, lasciando un margine del 4,18% rispetto alla partecipazione necessaria per il delisting.


La Borsa resta ancora aperta

L’OPAS, strutturata come proposta di acquisto e scambio, ha quindi raggiunto un risultato rilevante senza centrare la soglia finale. Per Poste, tuttavia, la mancata cancellazione di Telecom Italia dal listino rappresenta un rinvio dell’obiettivo, non un suo abbandono.

Il delisting continua infatti a rientrare nei piani strategici del gruppo. La quota conquistata consente a Poste di rafforzare la propria posizione nella compagnia telefonica, mentre resta da definire il percorso per ottenere il controllo necessario alla conclusione dell’iter.

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Due strade per arrivare al delisting

Tra le ipotesi considerate nel dossier figurano una fusione oppure il lancio di una nuova offerta. La scelta dovrà indicare come colmare il 4,18% ancora mancante e accompagnare la società verso l’uscita dal mercato azionario.

Matteo Del Fante aveva inoltre anticipato l’avvio immediato delle attività di integrazione una volta conclusa l’OPAS. Il passaggio successivo riguarderà dunque sia il coordinamento tra i gruppi sia la definizione della soluzione societaria più adatta per completare il progetto su Telecom Italia.

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