Tfs statali, il conto della riforma può arrivare a 4 miliardi
La Consulta chiede tempi certi per la liquidazione dal 2027, mentre il governo valuta una misura da 600 milioni per affrontare l’emergenza
Il trattamento di fine servizio degli statali rischia di trasformarsi in uno dei nodi più costosi della prossima manovra. La liquidazione, spesso corrisposta anni dopo il pensionamento e suddivisa in più rate, dovrà avvicinarsi ai tempi riconosciuti ai lavoratori privati.
La Consulta mette il governo davanti alla scadenza
La Corte costituzionale è intervenuta già tre volte sulla questione, contestando di fatto i ritardi accumulati nell’erogazione del Tfs. Il prossimo passaggio è fissato al 14 gennaio, quando la Consulta si attende dal governo una riforma della disciplina.
L’obiettivo indicato è arrivare al 2027 con il trattamento di fine servizio pagato senza le attuali attese. Per rispettare questa prospettiva, l’esecutivo dovrebbe inserire una norma nella legge di bilancio e garantirne le necessarie coperture finanziarie.
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Tra 600 milioni e un conto più pesante
La soluzione allo studio avrebbe, secondo il quadro delineato, una dotazione iniziale di 600 milioni di euro. Si tratterebbe però di una misura tampone, destinata ad affrontare solo una parte del problema legato alle liquidazioni degli statali.
Le stime dell’Inps indicano infatti un fabbisogno molto più elevato: per assicurare il pagamento del Tfs con modalità analoghe a quelle del Tfr dei lavoratori privati servirebbero almeno 4 miliardi di euro. È questo il divario che rende la riforma un possibile punto critico per i conti pubblici.
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