Terziario, sul tavolo 220 euro in più: la sfida per 3 milioni di lavoratori
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno definito una proposta comune per il rinnovo dei contratti in scadenza nel 2027, con salari, precarietà e orari tra i nodi principali.
La richiesta economica è già fissata: 220 euro mensili a regime per oltre 3 milioni di addetti. È questo il punto più rilevante della piattaforma unitaria con cui Filcams, Fisascat e Uiltucs si preparano ad aprire il confronto per il rinnovo dei contratti nazionali del terziario, tutti destinati a scadere il 31 marzo 2027.
Il documento è stato approvato dopo un percorso di consultazione che ha portato 1.500 delegati all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Ora l’obiettivo delle organizzazioni sindacali è avviare rapidamente il negoziato con le associazioni datoriali e arrivare a nuovi accordi senza ripetere i ritardi delle tornate precedenti.
La priorità resta il potere d’acquisto
L’incremento di 220 euro viene indicato come lo strumento principale per recuperare e rafforzare il potere d’acquisto. La piattaforma collega la questione salariale alla necessità di riconoscere meglio il valore del lavoro, in un comparto che rappresenta la platea più ampia del settore privato italiano.
Tra le richieste figura anche la revisione degli scatti di anzianità. I sindacati puntano sia ad aumentarne il numero sia ad aggiornarne gli importi, considerando l’allungamento della vita lavorativa e la permanenza più prolungata delle persone nelle attività professionali.
Più tutele su domeniche e orari
La proposta interviene sulle prestazioni domenicali, festive e notturne con l’ipotesi di maggiorazioni più elevate e di un tetto alle domeniche lavorate. Viene inoltre ribadita la necessità di rispettare la volontarietà, prevedendo garanzie aggiuntive per chi deve gestire responsabilità di cura.
Per il lavoro a tempo parziale non scelto, le sigle chiedono un innalzamento dell’orario minimo, vincoli più severi sulle clausole elastiche e la possibilità di cambiare decisione. La piattaforma indica anche una corsia preferenziale verso il tempo pieno e il consolidamento delle ore aggiuntive svolte con continuità.
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Contratti e professioni da aggiornare
Un altro capitolo riguarda la stabilizzazione degli occupati con contratto a termine o tramite agenzia. L’intento è ridurre la precarietà e offrire maggiore continuità lavorativa in un settore segnato da frammentazione e occupazione debole.
I sindacati propongono inoltre di rivedere classificazioni e inquadramenti professionali, così da adeguarli ai mutamenti organizzativi e all’innovazione tecnologica. La piattaforma comprende anche l’obiettivo di difendere il contratto nazionale come principale strumento contro le disuguaglianze e per promuovere occupazione qualificata e condizioni dignitose.
Chi sarà coinvolto nel negoziato
Il confronto riguarderà Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione, oltre alle realtà della cooperazione Ancc-Coop, Confcooperative Consumo e Utenza e Agci. Per le tre federazioni sindacali, l’approvazione del documento comune conclude la fase di partecipazione nei luoghi di lavoro e apre formalmente quella della trattativa.
La scadenza del 31 marzo 2027 diventa così il termine entro cui concludere il percorso di rinnovo. L’indicazione emersa dalle assemblee e dall’incontro di Roma è di muoversi in anticipo, per proteggere salari e diritti senza attendere l’ultimo momento.
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