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Economia 2 min di lettura6 giorni fa

Taglio dell’Irpef in cima all’agenda: Giorgetti accelera sulla manovra

Il ministro dell’Economia lega la prossima sintesi di governo all’aggiornamento dei conti pubblici e rivendica numeri migliori per la crescita italiana.

Il nodo più urgente, per il Tesoro, resta l’aggiornamento del quadro di finanza pubblica: solo dopo quel passaggio, spiega Giancarlo Giorgetti, il governo potrà arrivare a una decisione condivisa sulle misure da inserire nella manovra. Il ministro indica come orizzonte l’inizio di ottobre, quando — dice — saranno più chiari indirizzi e priorità dell’esecutivo.


Conti pubblici e scelte da mettere insieme

Per Giorgetti, l’iter non è ancora chiuso perché andranno prima riviste le previsioni macroeconomiche, a partire dai tassi d’interesse e dall’andamento delle materie prime. Secondo il ministro, questi fattori hanno già cambiato il quadro delle principali voci di bilancio e impongono un aggiornamento preliminare prima di qualsiasi intesa politica.

Nel suo intervento alla Camera, durante il question time, il titolare del Mef ha anche richiamato il lavoro svolto sul fronte fiscale. La riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio, ha spiegato, è stata più volte confermata dal governo come una linea prioritaria, e la revisione dello scaglione Irpef rientra tra gli obiettivi messi sul tavolo.


Crescita rivista e conti sotto osservazione

Sul fronte economico, Giorgetti respinge l’idea che i dati più recenti segnalino una bocciatura dell’Italia. «Abbiamo preso atto dei dati Istat, abbiamo fallito? Siamo assolutamente in linea con il preventivato», ha detto, legando la valutazione del governo al quadro programmato nei mesi scorsi.

Il ministro ha poi sottolineato che le nuove stime dell’Ocse sulla crescita sono migliorate: per l’anno in corso, le previsioni sono passate dallo 0,5% allo 0,9%, mentre nell’impostazione prudente dell’esecutivo era già stato indicato uno 0,6%. A suo giudizio, questo risultato non colloca l’Italia in fondo alla classifica europea, anche perché diversi Paesi si trovano in condizioni peggiori in un contesto internazionale definito molto sfavorevole.

Giorgetti ha infine richiamato il peso dei continui aggiornamenti Istat, che pur rispondendo a esigenze statistiche precise finiscono per incidere sulle decisioni di bilancio e sulla vigilanza fiscale europea. Il ministero dell’Economia, ha ricordato, ha chiesto più volte correzioni normative per rafforzare un sistema di rilevazione già attivo ma non sempre adatto alle esigenze di compilazione dei conti, soprattutto per le operazioni di partenariato pubblico privato che coinvolgono molte amministrazioni.

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