T-bond Usa, il decennale vola al 5,13%: il livello più alto dal 2007
Il balzo dei rendimenti arriva mentre il petrolio torna oltre 100 dollari, Wall Street perde terreno e dalla Fed rimbalza l’ipotesi di nuovi rialzi.
La corsa dei Treasury americani ha spinto il rendimento del decennale fino al 5,13%, un valore che non si vedeva dal luglio 2007. Il movimento è stato accompagnato da un dollaro più forte e da un passaggio in rosso dei listini azionari, mentre l’aumento giornaliero ha segnato il passo più ampio da maggio.
Petrolio e prezzi riaccendono la pressione
A pesare sul mercato obbligazionario è stato anche il ritorno del greggio sopra quota 100 dollari al barile. A questo si è aggiunto il dato mensile di S&P sull’attività del settore privato, che ha segnalato un’ulteriore spinta delle pressioni sui prezzi.
L’insieme di questi elementi ha alimentato la richiesta di rendimenti più alti da parte degli investitori, riflettendo un quadro in cui l’inflazione resta al centro dell’attenzione. Il balzo del T-bond decennale, salito di 0,17 punti percentuali, ha così allontanato ancora di più il mercato dal livello registrato nelle settimane precedenti.
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La Fed resta sotto osservazione
Sul fronte della banca centrale, Michael Barr, membro del board della Federal Reserve, ha indicato che potrebbe servire un ulteriore rialzo dei tassi per frenare l’inflazione. Le sue parole si inseriscono in una fase in cui il mercato continua a interrogarsi sulla durata della stretta monetaria.
Per gli operatori, il messaggio è chiaro: con i prezzi dell’energia in rialzo e i dati sull’economia privata ancora sotto osservazione, la traiettoria dei tassi resta tutt’altro che definita. Il risultato immediato è un mercato dei bond più nervoso, con il decennale Usa tornato su livelli che non si vedevano da 16 anni.
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