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Economia 1 min di lettura30 set

Carne argentina in Giappone: dopo 20 anni si apre una nuova sfida

Tokyo autorizza nuovamente l’ingresso della carne bovina argentina e Buenos Aires punta su export, produzione e riconoscimento sanitario

Per la filiera bovina argentina si riapre un mercato rimasto chiuso per due decenni. Il Giappone ha infatti consentito di nuovo l’accesso alla carne bovina proveniente dall’Argentina, una decisione che il ministro dell’Economia Luis Caputo considera un passaggio rilevante per il commercio estero del Paese.

Caputo ha comunicato la novità su X, ricordando che il percorso negoziale era partito nel 2024 con il coinvolgimento delle autorità argentine. La riapertura non riguarda indistintamente ogni prodotto: sono state definite le condizioni sanitarie per le forniture provenienti da aree riconosciute indenni da afta epizootica, anche se sottoposte a vaccinazione.


Un mercato da oltre tre miliardi

Il Giappone acquista ogni anno carne bovina di alta qualità sui mercati internazionali per un valore superiore a 3 miliardi di dollari. Per l’Argentina, il ritorno tra i Paesi autorizzati a rifornire questo mercato rappresenta quindi la possibilità di entrare nuovamente in un circuito commerciale di grande rilievo.

Secondo il ministro, l’intesa può offrire margini aggiuntivi sia agli allevatori sia alle aziende impegnate nella lavorazione e nella vendita all’estero. La portata concreta dipenderà dall’applicazione dei requisiti concordati, ma il dato centrale resta il superamento di una chiusura durata 20 anni.

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Sanità e export al centro

Nel messaggio diffuso dal ministro, l’accordo viene presentato anche come una conferma della qualità della carne argentina e dell’affidabilità del sistema sanitario nazionale. Il riferimento alle garanzie contro l’afta è infatti parte essenziale delle condizioni stabilite per l’ingresso dei prodotti in Giappone.

Caputo ha collegato la riapertura a una strategia più ampia di espansione commerciale. La sua valutazione è che l’accesso a un nuovo mercato possa rafforzare l’integrazione internazionale dell’Argentina, aumentare le esportazioni e creare ulteriori opportunità economiche per il Paese.

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