Stellantis, meno cassa nel 2026: a Pratola Serra arriva l’ibrido
La riduzione degli ammortizzatori sociali negli impianti italiani non elimina le difficoltà di Cassino e Mirafiori, mentre l’Europa cerca una linea comune sull’auto
La cassa integrazione negli impianti italiani di Stellantis è destinata a diminuire ancora, ma il percorso non porterà alla cancellazione degli ammortizzatori sociali. Per la fine del 2026 è prevista una contrazione del 30% rispetto all’anno precedente, mentre Pratola Serra si prepara a essere coinvolta nella produzione di un nuovo motore ibrido.
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Il taglio non cancella le difficoltà
La stima è stata comunicata ieri a Roma da Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane e delle relazioni industriali, durante il confronto con le organizzazioni sindacali. Il dato indica una riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione, non la sua scomparsa dagli stabilimenti del gruppo.
Restano infatti situazioni considerate critiche, in particolare a Cassino e Mirafiori. Per questo i rappresentanti dei lavoratori hanno accolto l’indicazione con prudenza, in attesa di capire come il calo degli ammortizzatori si tradurrà concretamente nei diversi siti produttivi.
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Pratola Serra guarda al motore ibrido
Tra gli elementi industriali destinati a incidere sul futuro degli impianti italiani c’è il nuovo motore ibrido previsto per Pratola Serra. Il progetto rappresenta una delle novità indicate per lo stabilimento, mentre il quadro complessivo del gruppo resta legato all’andamento delle attività negli altri poli nazionali.
La riduzione della cassa integrazione dovrà quindi essere valutata insieme ai programmi assegnati ai singoli impianti. Sullo sfondo si muove anche il confronto europeo: a Bruxelles Parigi e Berlino hanno raggiunto un’intesa sul futuro dell’industria automobilistica europea, un passaggio destinato a inserirsi nel più ampio dibattito sulle strategie del settore.
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