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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Italia, il rating resta A ma sulle banche arriva il conto da 5 miliardi

DBRS conferma la valutazione del Paese mentre gli istituti di credito contestano il contributo richiesto dal governo e si delineano gli esborsi maggiori per Intesa e Unicredit.

La conferma del rating A da parte di DBRS offre all’Italia un elemento di stabilità sul fronte finanziario. Sul sistema bancario, invece, resta aperto il confronto con il governo per il contributo da 5 miliardi richiesto agli istituti.

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Il giudizio sull’Italia non cambia

DBRS ha mantenuto a A la valutazione assegnata all’Italia. La decisione arriva mentre il dibattito sul prelievo destinato alle banche alimenta nuove tensioni tra il settore e l’esecutivo.

La conferma riguarda il merito di credito del Paese e si inserisce nello stesso quadro in cui gli istituti sono chiamati a valutare l’impatto economico della misura. Le prime stime indicano Intesa e Unicredit tra i gruppi maggiormente coinvolti.


Patuelli contesta il contributo

Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha respinto la richiesta avanzata dal governo. In una delle sue reazioni ha sintetizzato così la posizione degli istituti: «Più tasse, noi mazzolati».

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Il contrasto ruota attorno alla somma complessiva di 5 miliardi che l’esecutivo punta a ottenere dal comparto bancario. La cifra rappresenta il centro della discussione e rende particolarmente rilevante la distribuzione del peso tra i diversi gruppi.


Intesa e Unicredit in prima linea

Le valutazioni preliminari attribuiscono a Intesa e Unicredit gli esborsi più consistenti. Si tratta, per ora, di prime stime sul possibile impatto della richiesta governativa sui singoli istituti.

Il confronto tra banche e governo rimane quindi concentrato sia sull’entità complessiva del contributo sia sulla quota che ciascun gruppo dovrebbe sostenere. Mentre sul piano internazionale DBRS lascia invariato il giudizio sull’Italia, sul versante interno il nodo fiscale resta ancora da definire.

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