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Economia 2 min di lettura5 ore fa

StarTech, il passaggio decisivo è fermo: cosa chiedono i lavoratori

Al presidio davanti allo stabilimento, sindacati e parlamentari sollecitano l’avvio della procedura e un intervento coordinato per salvaguardare occupazione e industria locale.

Resta ancora senza seguito concreto la richiesta di avviare l’amministrazione straordinaria per StarTech. A denunciarlo è Antonio Rodà, segretario generale della Uilm di Trieste e Gorizia, intervenuto durante l’incontro organizzato nel presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento.


Il passaggio verso l’amministrazione resta fermo

Secondo Rodà, nonostante l’impegno annunciato dall’amministratore delegato durante il confronto nazionale dei giorni scorsi, non risulta ancora trasmessa alcuna documentazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, né anticipata al Tribunale. Il sindacalista ha ricordato che l’azienda avrebbe dovuto procedere in questo senso, anche perché dalle istituzioni sarebbe emersa l’attesa per un’iniziativa da parte del vertice societario.

«Ad oggi, nonostante le dichiarazioni fatte dal Ceo al tavolo nazionale qualche giorno fa, non è arrivata comunicazione che abbia quantomeno trasmesso gli atti al Mimit o li abbia anticipati al Tribunale», ha affermato Rodà. Insieme a lui era presente Matteo Zorn, segretario regionale della Uil.


Il presidio chiede una risposta unitaria

Nel tendone allestito davanti all’impianto si sono riuniti più di cinquanta dipendenti, molti dei quali indossavano ancora le magliette di Flex. StarTech avrebbe dovuto raccogliere il testimone da quella società, ma ai lavoratori non è mai stato consegnato un abbigliamento con il nuovo marchio.

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All’incontro hanno partecipato anche parlamentari e rappresentanti sindacali. Debora Serracchiani, parlamentare del Partito democratico, ha risposto alle domande dei dipendenti, preoccupati per l’evoluzione della crisi e interessati a capire quali strumenti possano essere attivati dalle istituzioni.

Rodà ha chiesto un coinvolgimento compatto dei diversi soggetti istituzionali e sociali, richiamando il precedente della vertenza Wartsila. A suo giudizio, in gioco ci sono la continuità di una parte significativa del tessuto industriale del territorio e il futuro di numerosi lavoratori.

A chiudere l’incontro è stata Simonetta Chiarotto, segretaria generale regionale della Fiom-Cgil Fvg. La sindacalista ha sottolineato la compostezza mantenuta finora dai dipendenti nelle iniziative di protesta, nonostante la gravità della situazione.

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