Stadi e scommesse, cosa rischiano loghi e siti «informativi»
Agcom prepara un giro di vite sulla promozione indiretta delle puntate: nel mirino portali legati agli operatori, sponsorizzazioni e spazi pubblicitari negli impianti sportivi.
Loghi, accordi commerciali e cartelloni presenti negli stadi potrebbero essere sottoposti a verifiche più severe. L’obiettivo è impedire che la promozione delle scommesse passi attraverso messaggi o iniziative solo apparentemente estranei al gioco.
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Nel mirino anche gli impianti sportivi
L’attenzione riguarderà le sponsorizzazioni legate alle competizioni e la presenza dei marchi sulle strutture che ospitano le partite. Tra gli elementi da esaminare ci sarà anche la cartellonistica collocata a bordo campo.
La stretta punta a intercettare forme di pubblicità non immediatamente riconoscibili come tali. Il controllo, quindi, non si limiterebbe agli annunci tradizionali, ma potrebbe estendersi all’intero contesto visivo e commerciale degli eventi sportivi.
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Più requisiti per i portali collegati
Regole specifiche dovrebbero riguardare anche i siti di informazione riconducibili agli operatori delle scommesse. Per poter essere considerati autentiche testate giornalistiche, dovranno disporre di una redazione effettiva, di un direttore responsabile e di materiali prodotti in modo originale.
La misura nasce dalla necessità di contrastare la pubblicità indiretta delle puntate, veicolata tramite contenuti che si presentano come informazione. Il Garante per le comunicazioni, Agcom, sta preparando il nuovo quadro di disposizioni per definire i criteri applicabili sia ai portali sia alla promozione negli stadi.
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