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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Sistema finanziario, quattro priorità per la crescita entro il 2030

A Milano banche e assicurazioni hanno discusso dati, risparmio familiare e rischi in vista del 2030.

Il sistema finanziario italiano si prepara a sostenere una nuova fase di espansione, dopo dieci anni di risultati in miglioramento. Il tema è stato affrontato oggi a Milano durante la sedicesima edizione di Tomorrow Speaks, l’incontro organizzato da CRIF.

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Il risparmio per le imprese

Le famiglie italiane dispongono di risparmi per circa 6 trilioni di euro. Considerando anche gli immobili, il valore complessivo delle loro disponibilità arriva a raddoppiare. Gli impieghi destinati alle imprese, invece, restano inferiori a 800 miliardi di euro.

Secondo i dati presentati all’incontro, trasferire alle aziende il 5% della ricchezza finanziaria delle famiglie consentirebbe di aumentare gli impieghi di circa il 40%. Il coinvolgimento del risparmio privato viene quindi indicato come una delle leve per sostenere gli investimenti produttivi.


Dieci anni di risultati migliori

Nel comparto bancario, il risultato lordo è passato da una perdita di 18 miliardi di euro a un utile di 45 miliardi. La variazione complessiva è stata di 63 miliardi, sostenuta dall’aumento del risultato operativo e dalla riduzione degli accantonamenti legati ai crediti deteriorati.

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Tra i fattori citati figurano la crescita dei ricavi da servizi, pari a circa 14 miliardi, e i guadagni di efficienza operativa, quantificati in circa 10 miliardi. Dal 2023, inoltre, l’aumento dei tassi ha ampliato il margine di interesse per oltre 15 miliardi. Nel settore assicurativo, il risultato prima della riassicurazione è salito da 6,8 a 10,2 miliardi.


Le priorità indicate da CRIF

A guidare la discussione sono state quattro linee di lavoro: l’uso congiunto di dati e intelligenza artificiale, il bilanciamento tra strumenti digitali e rapporto personale, una maggiore mobilitazione del risparmio delle famiglie e la prevenzione dei rischi emergenti.

Tra questi ultimi rientrano gli attacchi informatici e gli obblighi di verifica della clientela, indicati con l’acronimo KYC. Marco Colombo, direttore per la finanza in Italia di CRIF, ha spiegato che il vantaggio non deriva dal semplice possesso della tecnologia, ma dalla capacità di mettere a confronto fonti differenti, leggerne il significato e ricavarne indicazioni operative per le decisioni.

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