Sanità, i conti non tornano: le Regioni chiedono oltre il doppio dei fondi
La proposta degli assessori alla Salute si scontra con le risorse previste dalla manovra, giudicate insufficienti anche per assumere nuovi medici e infermieri.
La legge di bilancio rischia di lasciare la sanità con risorse molto inferiori alle necessità indicate dagli amministratori regionali e dallo stesso ministro Orazio Schillaci. Il nodo riguarda soprattutto il finanziamento dell’assistenza e la possibilità di rafforzare gli organici con nuove assunzioni.
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La richiesta delle Regioni sale ancora
Nel giorno in cui gli assessori regionali alla Salute hanno definito la loro proposta per aumentare il Fondo destinato all’assistenza, è emersa una distanza significativa rispetto alle cifre che accompagnano la manovra. L’incremento sollecitato dai territori coincide sostanzialmente con quello indicato dal ministro Schillaci.
La somma auspicata dalle Regioni risulta inoltre superiore a quella ricavabile dal Documento programmatico, arrivando a essere più del doppio rispetto alle risorse che, secondo i numeri disponibili, sarebbero destinate al settore.
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Assunzioni a rischio negli ospedali
A preoccupare gli assessori non è soltanto l’ammontare complessivo del Fondo. Con stanziamenti considerati insufficienti, diventerebbe più difficile finanziare il potenziamento degli organici e procedere con l’ingresso di nuovi medici e infermieri.
Il quadro lascia insoddisfatti sia i rappresentanti delle Regioni sia il ministro della Salute. La proposta approvata dai territori punta quindi a ottenere un incremento ben più consistente di quello che, allo stato attuale, sembra emergere dai documenti collegati alla manovra.
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