Saipem7 attende Bruxelles e l'Australia dopo l'ok del Brasile
La cessione della Seven Borealis riduce i rilievi sulla concorrenza, ma restano da ottenere due autorizzazioni
Il Brasile ha autorizzato la fusione tra Saipem e Subsea7, subordinandola alla vendita della nave Seven Borealis. Per completare l’operazione restano però i pareri dell’autorità australiana e della Commissione europea.
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Il perfezionamento slitta al 2027
Secondo le valutazioni di Equita, il completamento entro la fine del 2026 appare ormai poco probabile. Le due società potrebbero quindi estendere l’accordo fino al primo trimestre del 2027, rinviando di alcuni mesi la chiusura dell’operazione.
L’iter ha già ricevuto l’autorizzazione di 11 autorità sulle 16 coinvolte. Tra queste figurano l’organismo britannico per la concorrenza, la Competition and Markets Authority, e il governo italiano, che ha esaminato l’operazione nell’ambito dei poteri speciali dello Stato.
Restano Australia e Bruxelles
L’ente australiano per la concorrenza, l’Accc, dovrebbe comunicare la propria decisione il 22 dicembre. Sul fronte europeo, invece, la Commissione ha sospeso l’esame il 25 agosto dopo avere deciso di svolgere verifiche più approfondite, senza indicare una nuova scadenza.
Il termine fissato in precedenza per la valutazione europea era il 16 dicembre. Proprio l’assenza di una data aggiornata rende più incerto il rispetto del calendario iniziale per la conclusione dell’acquisizione.
La decisione del Cade
L’intesa darà origine a Saipem7, gruppo europeo attivo nell’ingegneria e nella realizzazione di grandi impianti destinati al comparto energetico. Le stime aggregate indicano circa 21 miliardi di euro di ricavi e un portafoglio ordini pari a 43 miliardi.
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Il Cade, l’autorità antitrust brasiliana, ha richiesto la cessione della Seven Borealis, unità utilizzata per la posa di condotte e per lavori a oltre 1.500 metri di profondità. Il provvedimento è stato adottato per rispondere alle osservazioni sulla concorrenza presentate durante l’esame dell’operazione.
Le richieste di Petrobras
Il Brasile rappresentava uno dei passaggi più delicati per l’accordo tra il gruppo italiano e quello norvegese. A giugno l’organo tecnico del Cade aveva già dato il proprio assenso senza condizioni, ma Petrobras e altre società avevano impugnato quella decisione.
Le imprese avevano chiesto di trasferire alcune navi, sostenendo che fosse necessario mantenere un adeguato livello di concorrenza nei servizi per le attività in mare aperto e nelle operazioni in acque profonde. Saipem e Subsea7 avevano poi presentato al tribunale brasiliano le proprie osservazioni, sollecitando la conferma dell’autorizzazione senza obblighi aggiuntivi.
La misura approvata è risultata più contenuta rispetto alle richieste avanzate dalle compagnie. I vertici della futura Saipem7 hanno confermato sinergie annuali stimate in circa 300 milioni di euro e hanno indicato che la vendita della nave non dovrebbe modificare in modo rilevante le ragioni industriali dell’integrazione.
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