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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Riserva volontaria nelle forze dell’ordine, allarme dei sindacati

Per entrare basteranno la licenza media e un corso trimestrale: il Silp Cgil teme la precarizzazione

Il governo propone una riserva volontaria per rafforzare Polizia, Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia penitenziaria. La misura punta ad aumentare gli organici contenendo la spesa, ma ha già suscitato la reazione dei sindacati.

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I requisiti per l’accesso

L’ingresso nella riserva sarebbe consentito con la sola licenza media e dopo la frequenza di un corso della durata di tre mesi. Gli operatori verrebbero impiegati secondo necessità, con un meccanismo definito dai critici come una forma di lavoro “a chiamata”.

La proposta è stata inserita nella manovra e nasce dall’esigenza di disporre di più personale per i servizi di sicurezza senza ricorrere a risorse aggiuntive rilevanti. Il progetto riguarderebbe le principali forze di polizia del Paese.

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La protesta del Silp Cgil

Il Silp Cgil contesta l’impostazione scelta dall’esecutivo. Il segretario nazionale del sindacato di polizia ha respinto l’ipotesi di una maggiore precarizzazione del comparto e ha definito il modello “pericolosissimo”.

L’idea della riserva volontaria riprende una soluzione già adottata per i vigili del fuoco. Secondo il sindacato, però, applicare un sistema simile alle forze dell’ordine rischierebbe di introdurre personale formato con un percorso breve e impiegato soltanto quando necessario.

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