Ita: 226 esuberi, i sindacati chiedono uscite consensuali
La procedura è partita il 28 ottobre; la compagnia non prevede incentivi aggiuntivi e la Uil richiama la Naspi
Ita ha avviato la procedura per 226 esuberi e Cgil, Cisl e Uil chiedono che l’uscita dei dipendenti avvenga soltanto su base volontaria. La comunicazione dell’azienda risale al 28 ottobre.
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La posizione dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno informato i propri iscritti dopo l’apertura del procedimento. La loro richiesta è che nessun lavoratore venga allontanato senza consenso e che le eventuali adesioni siano accompagnate da incentivi adeguati.
La linea comune punta quindi a trasformare gli esuberi in uscite concordate. Cgil, Cisl e Uil hanno affidato le rispettive valutazioni alle comunicazioni inviate ai dipendenti interessati.
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Incentivi e durata della Naspi
Ita, secondo quanto riferito ai sindacati, non intende aggiungere ulteriori somme di buonuscita rispetto a quanto già previsto. Questo elemento resta al centro del confronto sulla gestione dei 226 posti dichiarati in esubero.
La Uil ha inoltre chiesto a Giorgia Meloni di estendere per altri due anni la durata della Naspi destinata ai lavoratori coinvolti. La proposta riguarda il sostegno al reddito nella fase successiva all’eventuale uscita dalla compagnia.
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