Rinnovabili, il conto non torna: 7 gigawatt contro i 10 necessari
Il caro elettricità e gli ostacoli alla rete frenano la transizione: l’energia rinnovabile cresce, ma l’elettrificazione dei consumi resta ferma al 23%.
Il peso fiscale rende ancora poco conveniente l’elettricità rispetto alle fonti fossili. Per le utenze domestiche, infatti, imposte e oneri risultano quattro volte più elevati di quelli applicati al gas; per industria, commercio e servizi il divario arriva a circa venti volte. Anche nella mobilità la ricarica elettrica sopporta costi aggiuntivi fino a oltre il doppio di diesel e benzina.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
L’elettrificazione resta diseguale
Questa distanza tra i prezzi dell’energia elettrica e quelli del gas rappresenta uno dei principali ostacoli alla sostituzione delle fonti fossili. L’Italia figura tra i Paesi europei dove il rapporto tra il costo dell’elettricità e quello del gas è più alto.
Il risultato è una quota di elettrificazione dei consumi finali ferma al 23%. Nel 2024 l’energia elettrica ha coperto il 49% della domanda nei servizi e il 40% nell’industria, mentre il suo peso è sceso al 21% nel settore civile e appena al 2% nei trasporti.
La crescita non raggiunge il traguardo
Nel 2025 l’Italia ha aggiunto circa 7 gigawatt di nuova capacità rinnovabile. Per rispettare l’obiettivo fissato al 2030 dal Pniec, il Piano nazionale integrato energia e clima, occorrerebbe però mantenere un ritmo annuo di 10 gigawatt.
Il dato proviene dal rapporto annuale sullo stato di attuazione del Pniec elaborato da Ecco, il gruppo di analisi italiano che si occupa di clima. L’espansione degli impianti, quindi, procede a una velocità inferiore a quella richiesta dal percorso previsto.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Rete e autorizzazioni sotto pressione
Secondo il rapporto, tra i freni principali restano le procedure autorizzative troppo lunghe e la cosiddetta saturazione virtuale della rete. In pratica, una parte della capacità disponibile viene prenotata da progetti che potrebbero non ottenere l’approvazione, impedendo nel frattempo ad altre iniziative di presentare domanda.
A questo problema si aggiunge l’energia verde che non riesce a essere utilizzata. Nel 2025 circa 802 gigawattora prodotti da fonti rinnovabili sono stati persi a causa dei distacchi sulle reti ad alta e altissima tensione: una quantità più che raddoppiata rispetto al 2024.
Il gas continua a orientare i prezzi
La maggiore presenza delle rinnovabili non si è ancora tradotta in un vantaggio evidente per famiglie e imprese. Il prezzo dell’elettricità continua infatti a risentire soprattutto del gas, mentre il sistema fiscale aggrava ulteriormente il divario tra le due fonti.
Ne deriva una transizione ancora incompleta: la capacità rinnovabile aumenta, ma i limiti della rete e una struttura degli oneri sfavorevole rallentano sia la riduzione dei costi sia l’elettrificazione dei consumi.
Continua a leggere
Energia, il conto del ritardo: fino a 5,7 miliardi a rischio
Tecnologie verdi ancora lontane dai traguardi, consumi di gas in lieve ripresa ed emissioni in aumento: la corsa italiana verso il 2030 perde velocità.
Banche, il conto fiscale sale a 10,5 miliardi: cosa cambia
Il pacchetto concordato con l’esecutivo comprende meno deduzioni, imposte differite rinviate e un aumento dell’Irap per il comparto finanziario.
Piazza Affari, il rialzo resiste: Prysmian guida i guadagni
Il Ftse Mib sale dello 0,43% dopo l’avvio incerto, mentre aumentano i rendimenti dei titoli di Stato italiani e francesi.
Incubo a 10mila metri: chiusa nel bagno, il volo cambia rotta
Una passeggera di 69 anni resta intrappolata nella toilette di un Boeing 737 MAX 8: l’equipaggio interviene mentre il pilota valuta una deviazione.