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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Rifornimenti, 4,7 miliardi in più: il conto salato di sei mesi

Tra marzo e agosto 2026 la spesa per benzina e gasolio ha superato quella dello stesso periodo del 2025, con un forte aumento concentrato in estate.

Per gli automobilisti italiani il periodo compreso tra marzo e agosto 2026 si è tradotto in un esborso aggiuntivo di oltre 4,7 miliardi di euro per i rifornimenti. L’incremento, attribuito al rialzo dei prezzi alla pompa, ha raggiunto 1,7 miliardi già nei soli mesi di luglio e agosto rispetto allo stesso bimestre del 2025.

La stima è stata elaborata da Adusbef mettendo a confronto i volumi di benzina e gasolio venduti sulla rete stradale e autostradale con i prezzi medi mensili applicati ai distributori.


Sei mesi con un conto più pesante

Nel complesso, tra marzo e agosto 2026 la spesa sostenuta per fare rifornimento è arrivata a circa 30 miliardi di euro. Nel calcolo rientrano i consumi registrati su strade e autostrade italiane, mentre sono escluse le vendite effettuate attraverso il canale extra-rete.

Nello stesso arco temporale dell’anno precedente, il totale si era fermato a 25,3 miliardi di euro. La differenza tra i due periodi determina così un aggravio vicino ai 4,7 miliardi, ricaduto direttamente sui bilanci di chi utilizza l’auto.

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L’estate concentra l’aumento

Una parte rilevante dello scostamento si è manifestata durante luglio e agosto. In quei due mesi, secondo l’analisi, la maggiore spesa per benzina e gasolio ha raggiunto 1,7 miliardi di euro rispetto all’estate 2025.

Nel confronto ha inciso anche la diversa struttura delle accise, modificata dal riordino entrato in vigore a gennaio. Adusbef ha considerato per ciascun mese sia i litri commercializzati sia il prezzo medio dei carburanti, così da misurare l’impatto complessivo dei rincari sui consumatori.

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