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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Fotovoltaico diffuso, il dato che può cambiare i consumi: 33 TWh

Un nuovo studio analizzerà come l’energia condivisa influenzi abitudini, partecipazione alle comunità e benessere di famiglie e imprese

Rendere visibile la quantità di energia condivisa potrebbe spingere le persone a rivedere le proprie abitudini quotidiane. L’obiettivo del progetto non è però soltanto misurare i consumi: Solar Info Community vuole capire anche come cittadini e imprese vivano la partecipazione a una comunità energetica e quali condizioni rendano davvero accessibili i vantaggi della digitalizzazione.

«Il prossimo passaggio consiste nel comprendere che valore abbia questa informazione per le persone», ha spiegato Marinella Michelato, amministratrice delegata di Solar Info Community Srl Società Benefit. La ricerca valuterà quindi sia le possibili modifiche ai comportamenti individuali sia la percezione del legame con la comunità.


La rete digitale entra nelle comunità

A sostenere l’indagine c’è una piattaforma già attiva, collegata a 500 contatori intelligenti distribuiti in Italia. I dispositivi rilevano i dati relativi alla produzione e all’utilizzo dell’elettricità tramite onde convogliate e collegamenti senza fili, inviandoli ai server ogni 15 minuti.

Il sistema mette a confronto l’energia generata con quella consumata e permette di calcolare la quota condivisa. Oggi la rete riunisce 42 sezioni di autoconsumo collettivo, 500 famiglie e 90 imprese, creando una base concreta per osservare gli effetti sociali del nuovo modello energetico.


Dai contatori a un fenomeno sociale

Per Leonardo Setti, dell’Università di Bologna e presidente del Centro per le Comunità Solari, i contatori collegati hanno smesso di essere strumenti isolati e sono diventati nodi di un’unica infrastruttura. «La condivisione nasce come fenomeno energetico, ma può assumere anche una dimensione sociale», ha affermato, indicando nella misurazione di questo passaggio una nuova linea di ricerca.

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L’iniziativa è promossa dal Centro per le Comunità Solari insieme a Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Solar Info Community (SIC) e Consumerismo No Profit. Il progetto punta così a verificare se una maggiore consapevolezza dei flussi energetici produca benefici concreti e comprensibili per chi partecipa.


Il peso del solare di piccola taglia

La ricerca si inserisce in un sistema già molto esteso. In Italia risultano installati quasi 2,2 milioni di impianti fotovoltaici con potenza inferiore a 1 MW: nel complesso possono generare circa 33 TWh di elettricità ogni anno, una quantità vicina al 10% della domanda nazionale.

Se considerati come un unico insieme, questi impianti rappresenterebbero la seconda componente rinnovabile del Paese per capacità produttiva, alle spalle dell’idroelettrico. Il loro contributo supererebbe quello dell’eolico, fermo a 22 TWh annui, e delle bioenergie, che raggiungono 18 TWh all’anno.

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