Due Ops e un rebus per i soci: la critica di Intesa a Mps
Intesa Sanpaolo giudica senza precedenti il piano di Mps, con due offerte simultanee e legate tra loro mentre l’integrazione con Mediobanca non è ancora conclusa.
Per gli azionisti coinvolti, capire quale valore abbiano davvero le due operazioni lanciate da Mps non sarebbe semplice. Intesa Sanpaolo considera infatti le offerte pubbliche di scambio strettamente collegate sul piano economico, nonostante siano separate dal punto di vista giuridico.
La banca ha espresso questa posizione dopo il consiglio di amministrazione straordinario convocato in vista dell’assemblea di Mps del 29 ottobre. Nella stessa occasione ha annunciato anche il rafforzamento della componente in contanti contenuta nella propria offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps.
Soci davanti a scenari incerti
Secondo Intesa, la combinazione delle due proposte riguarda società quotate che si trovano al vertice di gruppi finanziari articolati e presenta una complessità particolare. Le offerte sono state inoltre promosse mentre l’integrazione tra Mps e Mediobanca deve ancora essere portata a termine.
Il risultato di una delle operazioni potrebbe incidere sul valore e sull’esito dell’altra. Per questo, sostiene Intesa, gli azionisti di Mps, Banco Bpm e Banca Generali dovrebbero confrontarsi con diversi scenari, senza poter contare su un quadro finale facilmente definibile.
Un caso mai visto in Italia
La banca osserva che, considerando anche le diverse dimensioni delle società interessate e la loro possibile combinazione, l’operazione non avrebbe precedenti nel mercato italiano degli intermediari sottoposti a vigilanza prudenziale. Il paragone è con le normali offerte finalizzate a ottenere il controllo di un solo obiettivo, nelle quali il corrispettivo e gli effetti successivi sono generalmente più chiari.
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A rendere il quadro ancora più insolito è, secondo Intesa, la presentazione contemporanea di due Ops con un valore inferiore rispetto ai riferimenti di mercato. La banca ritiene che questa impostazione possa condizionare le possibilità concrete di successo delle offerte.
Il nodo del premio contestato
Nel comunicato, Intesa richiama anche la posizione espressa da Mps il 16 luglio sul premio del 12,5% contenuto nella precedente offerta pubblica di acquisto e scambio. Allora l’istituto senese lo aveva giudicato inferiore alla media rilevata in operazioni volontarie analoghe nel comparto bancario italiano.
Per Intesa, quel precedente rende ancora più significativo il fatto che ora siano state presentate simultaneamente due offerte a sconto. La valutazione degli azionisti, conclude la banca, risulta così più difficile proprio perché le due operazioni non possono essere considerate pienamente separate.
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