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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Ravvedimento 2027: una rata saltata non azzera tutto

Imprese e professionisti potranno regolarizzare alcune annualità tra il 2020 e il 2023, ma soltanto se rispettano precise condizioni di adesione al concordato.

Una rata non pagata non compromette necessariamente l’intero ravvedimento: se il versamento tardivo riguarda una rata successiva alla prima e viene effettuato entro la scadenza di quella seguente, il contribuente conserva il beneficio della rateizzazione. In caso contrario, la perdita dell’agevolazione resta comunque limitata all’anno d’imposta interessato.

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Il pagamento può essere dilazionato

Per ogni annualità scelta, il contribuente dovrà presentare il modello F24 con il pagamento della prima rata oppure dell’intero importo dovuto. La finestra per esercitare l’opzione va dal 1° gennaio al 15 marzo 2027.

L’importo può essere suddiviso in un massimo di dieci rate mensili uguali. Sulle somme ancora da versare maturano gli interessi legali a partire dal 16 marzo 2027; il ravvedimento si considera completato soltanto con il pagamento integrale oppure con il saldo di tutte le rate previste.


Accesso riservato a chi rinnova

La misura riguarda chi applica gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, oppure chi per gli anni interessati ha indicato una causa di esclusione o una situazione di normale svolgimento dell’attività non sussistente. Il requisito deve essere verificato per le annualità comprese tra il 2020 e il 2023.

Non basta, però, rientrare tra i soggetti ammessi dagli indici. Il beneficio è infatti collegato all’adesione al concordato preventivo biennale 2024-2025 e al successivo rinnovo per il periodo 2026-2027. Chi entra nel concordato per la prima volta nel biennio 2026-2027 non può utilizzare il ravvedimento speciale.

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Annualità e redditi si scelgono

La regolarizzazione non deve necessariamente comprendere tutti gli anni disponibili. È possibile selezionare una o più annualità, per esempio il 2021 e il 2023, e perfezionare l’opzione separatamente per ciascuna attraverso il relativo modello F24.

Chi ha prodotto sia redditi d’impresa sia redditi di lavoro autonomo deve applicare la scelta a entrambe le tipologie reddituali. Le somme da versare sono calcolate tramite un’imposta sostitutiva riferita alle singole annualità interessate.


I dati sono già nel Cassetto fiscale

Per facilitare la determinazione degli importi, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione nel Cassetto fiscale dei contribuenti e degli intermediari incaricati gli elementi utili ricavati dalle dichiarazioni trasmesse fino al 12 agosto 2026. Il ravvedimento può riguardare le imposte sui redditi, le relative addizionali e l’Irap, anche quando per quest’ultima non risultano somme da pagare.

Le regole operative sono state fissate da un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone. Il documento attua quanto previsto dall’articolo 29 del Dlgs n. 148/2026 e definisce anche il calendario per la presentazione dell’opzione.

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