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Economia 3 min di lettura16 min fa

Carburanti, la protesta si allarga: i taxi valutano lo sciopero

Dopo la tregua con gli autotrasportatori, tassisti e Ncc tornano a mobilitarsi chiedendo interventi sui costi e garanzie sul credito d’imposta

L’Italia prova a contenere l’impatto dei rincari energetici anche sul piano europeo: Roma chiederà di ampliare gli aiuti agricoli straordinari, includendo le spese per il carburante sostenute dagli agricoltori. Intanto, sul fronte interno, la protesta contro il caro-carburanti torna a coinvolgere il trasporto pubblico non di linea.

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Roma cerca una sponda europea

La proposta italiana sarà presentata lunedì al Consiglio Agrifish e nasce da un’iniziativa condivisa con Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia. L’obiettivo è consentire che le risorse straordinarie e temporanee del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, Feasr, possano coprire anche l’aumento dei costi del carburante per le aziende agricole.

La richiesta si inserisce in una fase di forte tensione per diverse categorie produttive. Dopo la sospensione delle iniziative di autotrasportatori, agricoltori e pescatori, il malcontento non si è esaurito e ora si concentra anche su taxi e Ncc.


Il confronto con gli autotrasportatori

Martedì 27 ottobre il ministero dei Trasporti ospiterà il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori. La parte politica più urgente è stata ricomposta, ma restano da definire misure destinate a incidere in modo stabile sui costi del comparto.

Nello stesso dicastero si riunirà per la prima volta il Tavolo permanente dell’autotrasporto di merci e della logistica, istituito l’8 ottobre. L’incontro dovrebbe servire a mettere a confronto imprese e committenza sulle future scelte di settore, senza aspettative di decisioni immediate. Sul tavolo pesano anche i 105 milioni di euro stanziati dal governo la scorsa settimana come intervento emergenziale.


Taxi e Ncc alzano il livello

La mobilitazione delle auto bianche prenderà forma lunedì 26 ottobre davanti al Mit, con il presidio organizzato da It Taxi, Uritaxi e Unicoop insieme agli Ncc di Unitrav. Il giorno successivo, a Firenze, diverse organizzazioni sindacali si ritroveranno per una grande assemblea nazionale.

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Per ora il servizio ai cittadini non dovrebbe subire conseguenze: a fermarsi saranno i conducenti non in turno. Le sigle, tuttavia, non escludono un passaggio successivo allo sciopero e invitano l’utenza a sostenere la loro richiesta di attenzione. “Chiediamo il supporto dei cittadini per essere ascoltati”, è l’appello lanciato dai manifestanti.

La misura indicata come prioritaria è il credito d’imposta, già chiesto al governo in una lettera inviata a settembre. Secondo Carlo Di Alessandro di Federtaxi Cisal, negli ultimi anni lo strumento è stato ridimensionato fino a diventare quasi marginale, mentre i costi di gestione sono aumentati del 25-30% dall’inizio della crisi.


Le richieste sul tavolo

Le associazioni non presentano una piattaforma completamente uniforme e annunciano iniziative in luoghi diversi, ma convergono sulla necessità di rendere il credito d’imposta più consistente e prevedibile anche nel medio periodo. Di Alessandro lo considera un intervento rapidamente attuabile e capace di alleggerire le spese operative.

Tra le altre ipotesi avanzate da alcune organizzazioni figura l’estensione del gasolio professionale. Una misura pensata soprattutto per altri segmenti del trasporto, visto che gran parte dei taxi oggi utilizza alimentazioni a benzina, ibride o elettriche. Viene inoltre richiesto un fondo straordinario di compensazione, mentre la possibilità di sciopero resta tra le opzioni valutate.

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