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Economia 3 min di lettura4 giorni fa

Príncipe, il paradiso ha un prezzo: soldi ai residenti per proteggerlo

Mark Shuttleworth finanzia un dividendo ambientale per gli abitanti dell’isola, ma il progetto divide chi chiede interventi pubblici contro povertà e degrado.

A Príncipe la tutela della natura è diventata una condizione per ricevere un sostegno economico. L’isola vulcanica di São Tomé e Príncipe, nel Golfo di Guinea, offre ai suoi circa 10.000 abitanti fino a 6.250 dobras ogni tre mesi, mentre il suo paesaggio incontaminato alimenta un’attività turistica rivolta soprattutto a una clientela facoltosa.

L’iniziativa è stata avviata da Mark Shuttleworth, imprenditore sudafricano-britannico, fondatore di Ubuntu e primo africano a viaggiare nello spazio. La sua organizzazione Faya Foundation ha cominciato a distribuire il cosiddetto “dividendo naturale” nel febbraio 2026, suscitando tanto interesse quanto perplessità.


Il denaro in cambio della tutela

Per accedere al programma, gli adulti devono aderire a un impegno che vieta pratiche dannose per l’ecosistema, tra cui il prelievo di sabbia e il taglio degli alberi senza autorizzazione. L’importo massimo equivale a circa 250 euro per trimestre, una cifra significativa in un Paese dove il 45% degli abitanti vive con meno di 3,15 euro al giorno, secondo i dati della Banca Mondiale riferiti al 2017.

Il primo versamento ricevuto da Ermelindo Mendes, tecnico di 23 anni residente a Monte Alegre, è stato di 900 dobras, circa 36 euro. “Non è certo uno stipendio, ma va bene così”, ha commentato il giovane. Nessuno, finora, avrebbe però raggiunto la quota più alta: secondo Vik Michau, sociologo della fondazione, i controlli indicano che le condizioni ambientali dell’isola non sono ancora soddisfacenti.

Il sistema potrebbe riconoscere somme maggiori a chi contribuisce alla riforestazione o adotta comportamenti più rispettosi dell’ambiente. La fondazione definisce gli abitanti i primi custodi del territorio e considera la loro partecipazione indispensabile alla riuscita del progetto.


Un modello legato al turismo di lusso

Príncipe è la seconda isola più estesa dell’arcipelago e il suo territorio è interamente compreso in una riserva della biosfera Unesco. Su 140 km² arrivano ogni anno circa 15.000 visitatori, molti dei quali scelgono le strutture di ecoturismo gestite da HBD, il gruppo controllato da Shuttleworth.

L’offerta punta su foreste, montagne e acque tropicali, presentando l’isola come una destinazione africana ancora poco conosciuta. Nei quattro alberghi del gruppo, una camera può arrivare a costare 1.500 euro a notte; la conservazione del paesaggio rappresenta quindi una componente essenziale dell’esperienza venduta ai turisti, in larga parte europei.

Secondo Wander Dias de Sousa Pires, direttore dell’ufficio del turismo di Príncipe, chi raggiunge l’isola cerca soprattutto quiete, natura e isolamento. Questa immagine, tuttavia, non coincide con la vita quotidiana della popolazione locale.


Le critiche alle donazioni private

Conceição Moreno, 46 anni e componente dell’Assemblea Nazionale, sostiene che dietro la visione da cartolina si nascondano problemi profondi: prezzi elevati, assistenza sanitaria insufficiente, istruzione di bassa qualità e infrastrutture, comprese le strade, in cattive condizioni. A suo giudizio, il contributo economico non basta a cambiare la situazione delle famiglie.

Moreno ha scelto di non aderire al programma, preoccupata dagli equilibri di potere che potrebbero derivare da un sostegno finanziario privato. La parlamentare ritiene che la fondazione avrebbe dovuto lavorare insieme alle autorità locali per promuovere servizi e iniziative di sviluppo, invece di limitarsi ai trasferimenti individuali.

Michau replica che il dividendo non deve essere confuso con una retribuzione e che Faya Foundation non intende sostituire le istituzioni pubbliche. La fondazione considera il progetto un esperimento pionieristico, pensato per poter essere riproposto anche in altri Paesi, ma resta aperto il confronto sul rapporto tra protezione ambientale, interessi turistici e responsabilità dello Stato.

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