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Economia 2 min di lettura22 ore fa

Porto Torres, i sindacati chiedono il rilancio verde

La Regione sollecita un accordo per trasformare il polo sardo da area sperimentale a insediamento industriale

I sindacati chiedono al Governo un nuovo accordo per riattivare il progetto della chimica verde a Porto Torres.

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La richiesta della Regione

Per Emanuele Cani, assessore regionale all’Industria, il rilancio del sito deve partire proprio dalle attività legate alla chimica verde. «La presenza di Eni in Sardegna, per quanto riguarda Porto Torres, significa innanzitutto chimica verde», ha affermato, chiedendo di superare la fase sperimentale e di arrivare a una produzione industriale con ricadute sull’occupazione e sullo sviluppo.

La Regione vuole quindi valutare in seguito il più ampio piano industriale ed energetico di Eni, ma considera il polo di Porto Torres il primo punto da consolidare. La richiesta arriva dopo il vertice al ministero delle Imprese e del Made in Italy, giudicato interlocutorio dalle organizzazioni sindacali.


Un piano fermo da anni

Il progetto nasce dall’intesa sottoscritta nel 2011 e prevedeva 450 milioni di euro di investimenti. A regime, il programma dovrebbe sostenere oltre 200 posti di lavoro diretti e quasi 100 nell’indotto, con la partecipazione di Eni e delle società controllate.

L’obiettivo industriale riguarda polimeri, additivi e lubrificanti di origine biologica, comprese bioplastiche e biofiller, per una capacità stimata tra 100mila e 120mila tonnellate annue. Nel polo, però, oggi risultano attive soltanto due strutture: P01, destinata ai monomeri biologici ottenuti dall’olio di girasole, e P02, dedicata ai lubrificanti biologici derivati dall’acido pelargonico.

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La posizione dei sindacati

Francesco Garau, segretario regionale della Filctem, sollecita decisioni operative da parte dell’esecutivo. «A questo punto è necessario che il Governo agisca con atti concreti, perché, di tempo se ne è perso abbastanza ed è necessario dare gambe al programma realizzato, sino a oggi, solo per un terzo», ha dichiarato.

Secondo il sindacato, il percorso non ha prodotto risultati sufficienti dopo gli atti adottati nel 2019 con la cosiddetta legge Draghi, che aveva istituito una cabina di regia. Era prevista una convocazione entro 180 giorni, ma non seguirono altri passaggi. Nel 2025 la Regione ha chiesto di riaprire il dossier e ha incontrato sul territorio i rappresentanti di Eni; a settembre Cgil e Filctem hanno poi inviato una diffida al Governo.


Gli sviluppi istituzionali

La riunione al ministero è arrivata dopo quella richiesta formale, ma non ha portato finora alla definizione di un nuovo calendario operativo. I sindacati chiedono che l’accordo del 2011 venga tradotto in interventi capaci di completare gli impianti mancanti.

Il polo industriale di Porto Torres aveva ospitato per decenni attività di chimica pesante, oggi considerate concluse. Il progetto della chimica verde dovrebbe rappresentare la riconversione produttiva dell’area, con una maggiore capacità industriale e nuove prospettive per i lavoratori diretti e per le imprese dell’indotto.

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