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Economia 2 min di lettura1 ott

Porti dell’Alto Adriatico, decine di miliardi in gioco: la svolta

Marco Consalvo spinge per un progetto condiviso tra sei scali, così da attirare investimenti europei e privati e aumentare la competitività dell’area.

Il futuro dei porti dell’Alto Adriatico potrebbe passare da una collaborazione molto più stretta di quella attuale. A spingere in questa direzione è Marco Consalvo, presidente dei porti di Trieste e Monfalcone, che indica nei costi delle infrastrutture e nella ricerca di finanziamenti le ragioni principali per superare la concorrenza tra gli scali.


Infrastrutture troppo costose da sole

Secondo Consalvo, i programmi di sviluppo dei diversi porti richiederebbero investimenti per decine di miliardi. In assenza di risorse pubbliche sufficienti, la strada sarebbe quindi quella di presentare un piano unitario alle istituzioni europee, affiancando ai possibili fondi dell’Unione anche capitali privati.

«Per realizzare le infrastrutture portuali, considerando i piani di sviluppo dei vari porti, i costi sono esorbitanti, decine di miliardi», ha spiegato Consalvo a margine del vertice Adria Shipping Summit, organizzato alla Stazione marittima. Il presidente ritiene che un progetto comune possa aumentare le possibilità di ottenere sostegno finanziario europeo e tradursi poi in una maggiore competitività degli scali.


Sei porti verso una rete unica

L’orizzonte indicato è quello dei prossimi cinque o dieci anni. In questo arco di tempo, la collaborazione dovrebbe coinvolgere non soltanto Trieste e Monfalcone, ma anche Venezia, Ravenna, Koper in Slovenia e Rijeka in Croazia.

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Questi porti competono oggi per traffici e clienti, ma secondo Consalvo condividono aree di riferimento e obiettivi. I mercati principali sono l’Europa, l’Europa centrale e orientale e i Balcani, mentre l’interesse comune consiste nell’incrementare i volumi movimentati. «La realtà è che bisogna attrarre il più possibile», ha osservato, riconoscendo che la crescita di uno scalo può talvolta coincidere con la contrazione di un altro.


La collaborazione è già cominciata

Un primo coordinamento esiste già attraverso la North Adriatic Ports Association, l’associazione che riunisce i porti dell’area settentrionale dell’Adriatico. L’idea del presidente di Trieste e Monfalcone è però di trasformare questo legame in una forma di integrazione più ambiziosa e concreta.

Il tema è stato affrontato durante un incontro al quale hanno partecipato operatori portuali italiani e stranieri. Per Consalvo, unendo le strategie e presentandole alle istituzioni europee, gli scali potrebbero ottenere risorse da destinare allo sviluppo senza rinunciare al contributo degli investitori privati.

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