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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Le azioni cambiano volto: la strategia di Ken Fisher per guadagnare

Secondo Ken Fisher, per costruire ricchezza sui mercati non servono previsioni perfette, ma un orizzonte lungo, costanza e strumenti sempre più accessibili.

La classifica delle grandi aziende mondiali mostra quanto sia difficile indovinare oggi i protagonisti di domani. Tra le prime 20 società per valore di Borsa nel 1970 figuravano anche AT&T e IBM, ma nel 1990 ne erano rimaste appena 7; nel 2010 il numero era sceso a 5 e oggi non ce n’è più nessuna.


Il ricambio alimenta la crescita

Per Ken Fisher, questo continuo avvicendamento è una delle ragioni per cui l’investimento azionario può favorire l’accumulo di ricchezza. Le imprese nuove prendono il posto di quelle che un tempo dominavano i mercati, mentre innovazione ed espansione economica globale continuano a creare opportunità.

Il processo, sostiene Fisher, non è destinato a fermarsi. Proprio l’impossibilità di sapere in anticipo quali aziende conquisteranno il futuro rende meno utile affidarsi alla ricerca del prossimo titolo vincente e più importante mantenere un’esposizione ampia al mercato.


Oggi investire costa meno

L’accesso alla Borsa è diventato molto più semplice rispetto agli inizi della carriera di Fisher, 54 anni fa. Allora reperire bilanci e notizie richiedeva la consultazione di archivi cartacei e microfilm, perché internet non esisteva e le informazioni disponibili erano limitate.

Anche gli ostacoli economici erano rilevanti. Negli Stati Uniti, fino al 1975, una compravendita azionaria comportava in genere commissioni pari al 2%; inoltre, la distanza tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita riduceva ulteriormente il risultato degli investitori. Condizioni analoghe hanno pesato anche sul mercato italiano fino all’introduzione degli scambi telematici a Milano, avvenuta nel 1991.

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La disciplina vale più delle previsioni

Nel frattempo, una serie di cambiamenti ha ampliato la concorrenza e ridotto i costi. Nella seconda metà degli anni ’80 l’Italia ha eliminato i vincoli sui trasferimenti di capitale e, successivamente, ha consentito alle società di intermediazione mobiliare di operare in Borsa.

Oggi uno smartphone può gestire in pochi istanti una quantità enorme di dati e l’apertura di un conto online permette di effettuare operazioni con spese contenute. Chi non si sente preparato a scegliere singole azioni può inoltre ricorrere agli ETF, strumenti che replicano l’andamento di un intero mercato.

La conclusione di Fisher è che non occorre prevedere il Pil, evitare ogni fase di ribasso o dimostrarsi infallibili nella selezione dei titoli. A suo avviso, pazienza, disciplina e disponibilità a lasciare agire il tempo sono gli elementi decisivi per partecipare alla crescita dei mercati.

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