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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Manovra, Giorgetti frena: conti più stretti e crescita all’1%

Il governo approva il Dpfp e chiede margini per 14 miliardi l’anno, mentre il ministro invita a ridimensionare gli annunci sulla prossima legge di Bilancio.

La cautela sui nuovi interventi economici diventa la linea indicata da Giancarlo Giorgetti in vista della Manovra. Il ministro dell’Economia ha avvertito che il quadro resta incerto e che le misure finora ipotizzate dovranno essere valutate con maggiore attenzione.


Giorgetti raffredda le attese sulla Manovra

Parlando della preparazione della Legge di Bilancio, Giorgetti ha spiegato che il suo orientamento è cambiato rispetto alle settimane precedenti. «L’approccio deve essere un attimino più prudente» rispetto alle misure annunciate, ha affermato, sottolineando come l’evoluzione del contesto renda necessario procedere con più cautela.

Il titolare dell’Economia ha aggiunto di seguire quotidianamente l’andamento dei conti pubblici. La situazione, ha osservato, richiede oggi una vigilanza più rigorosa rispetto a un mese fa, anche alla luce delle nuove valutazioni sulle spese e sulla crescita.


Via libera al documento economico

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, insieme alla relazione che accompagna la richiesta di scostamento. Il governo punta a ottenere una flessibilità finanziaria pari a circa 14 miliardi di euro nel 2027 e ad altri 14 miliardi nel 2028.

Le risorse richieste corrispondono ogni anno allo 0,3% del Pil destinato alla difesa e a un ulteriore 0,3% collegato all’energia. Giorgetti ha definito il documento il risultato di un lavoro svolto in una fase particolarmente complessa, nella quale formulare previsioni attendibili è diventato più difficile.

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Deficit, il percorso resta sorvegliato

Per il 2026 il disavanzo dovrebbe rimanere al di sotto del 3% del Pil. Considerando però la spesa aggiuntiva resa possibile dalle regole europee, le proiezioni del governo indicano un rapporto al 3,5% nel 2027, al 3,3% nel 2028 e al 2,4% nel 2029.

«Il deficit dovrebbe stare sotto il 3% anche nel 2026, ma come sapete non basta», ha detto Giorgetti. La traiettoria delineata dal ministro tiene quindi insieme il rispetto della soglia prevista per il prossimo anno e l’impatto delle maggiori uscite programmate nei periodi successivi.


Pil rivisto al rialzo nel 2026

Il quadro programmatico incorpora anche una revisione delle stime sull’economia italiana. Per il 2026 la previsione di crescita è stata portata all’1%, rispetto allo 0,6% indicato in precedenza.

Per gli anni seguenti, il governo stima un aumento del Pil dello 0,8% nel 2027, dello 0,9% nel 2028 e dello 0,8% nel 2029. Questi numeri sono alla base delle nuove valutazioni su deficit, spesa e margini disponibili per la prossima Manovra.

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