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Economia 1 min di lettura54 min fa

Politecnico di Milano, salto nella top 200: tutti i numeri della crescita

Il dato più netto riguarda il rapporto con il mondo produttivo: il Politecnico di Milano conserva un punteggio di 97,7 su 100 in questo indicatore.

Anche gli altri parametri mostrano cambiamenti rilevanti, con il settore della ricerca passato dalla 126ª alla 95ª posizione globale.

Sul versante della didattica, invece, l’ateneo si colloca al 140° posto, rispetto al 100° precedente. L’indicatore relativo alla presenza internazionale registra un avanzamento dalla 503ª alla 457ª posizione.


La crescita nasce dal lavoro collettivo

Per Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, le classifiche hanno valore soprattutto perché rendono riconoscibile all’estero il livello dell’università e possono favorire l’arrivo di talenti da altri Paesi. «Le classifiche non sono un fine, ma uno strumento», ha spiegato, sottolineando la loro utilità nel confronto internazionale.

La rettrice ha attribuito il risultato all’impegno condiviso di docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti. A suo giudizio, la reputazione dell’ateneo dipende dalla qualità della ricerca e della formazione costruita dalla comunità accademica; su questi ambiti, ha aggiunto, continueranno gli investimenti.

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Un ingresso atteso nella classifica

Il miglioramento arriva dopo 3 anni trascorsi tra la 201ª e la 250ª posizione. Nel 2007 il Politecnico ha così raggiunto il 157° posto della classifica Times Higher Education, entrando per la prima volta nel gruppo delle prime 200 università del mondo.

La graduatoria ha preso in esame 2.297 atenei. Secondo quanto comunicato dall’università, a sostenere l’avanzamento sono stati soprattutto gli indicatori legati all’ambiente della ricerca e all’insegnamento, insieme al rafforzamento della dimensione internazionale.

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