Pnrr, l’elettronica teme il dopo: numeri e settori coinvolti
Lo studio Anie-Confindustria con Teha Group misura il peso del Piano sulla filiera: il 22% dei progetti ha assorbito il 63% delle risorse
La conclusione del Pnrr apre una fase di incertezza per il comparto elettrotecnico ed elettronico. A preoccupare le imprese è soprattutto il possibile rallentamento degli investimenti che, secondo uno studio di Anie-Confindustria realizzato insieme a Teha Group, hanno sostenuto in modo decisivo lo sviluppo del settore.
Il Piano ha concentrato risorse rilevanti
Dall’analisi emerge che le imprese del sistema hanno beneficiato del 22% dei progetti collegati al Piano. A questi interventi corrisponde il 63% del valore complessivo dei finanziamenti, un dato che evidenzia il peso economico delle iniziative rivolte alla filiera.
Il Pnrr viene quindi indicato come un fattore determinante per la crescita del comparto. Il timore delle aziende riguarda ora la continuità del percorso avviato e gli effetti che la chiusura del Piano potrebbe avere sulle attività future.
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Quattro filiere dipendono dalla tecnologia
Le soluzioni elettrotecniche ed elettroniche risultano centrali per quattro ambiti strategici: energia, edilizia, industria e infrastrutture. Sono questi i settori nei quali le tecnologie della filiera hanno contribuito a sostenere progetti e trasformazioni legati al Piano.
Nel complesso, le quattro filiere hanno generato un valore pari a 930 miliardi. Il dato viene inserito nello studio per descrivere la rilevanza dell’ecosistema produttivo e il suo ruolo trasversale nell’economia, mentre la fine del Pnrr alimenta interrogativi sulle prospettive del comparto.
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