Plenitude cambia assetto: Eni e Ares condividono il controllo
L’aumento di capitale riduce la quota di Eni al 65% e porta Ares Management Alternative Credit funds al 26%, fuori dal perimetro di consolidamento del gruppo
Il riassetto di Plenitude è arrivato alla conclusione: la società dedicata alle attività sostenibili non rientra più nel bilancio consolidato di Eni. Il nuovo assetto assegna il controllo congiunto alla compagnia energetica e ad Ares Management Alternative Credit funds.
L’aumento di capitale ridisegna le quote
L’operazione è stata completata attraverso un aumento di capitale. Al termine del passaggio, Eni conserva il 65% di Plenitude, mentre Ares porta la propria partecipazione al 26%.
La modifica dell’azionariato cambia anche la collocazione della società all’interno del gruppo. Plenitude viene infatti esclusa dal consolidamento integrale nei conti di Eni, pur restando sottoposta a una gestione condivisa tra i due azionisti.
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Il progetto annunciato da Descalzi
Il riassetto dà seguito al percorso presentato all’inizio dell’anno da Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. L’obiettivo indicato era organizzare Plenitude come società separata rispetto al perimetro principale del gruppo.
Con l’intesa raggiunta, il progetto di valorizzazione delle attività sostenibili attraverso società autonome entra nella sua fase conclusiva. Eni mantiene una partecipazione di maggioranza, mentre Ares rafforza il proprio ruolo come secondo azionista e partner nel controllo di Plenitude.
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