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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Ecomafie, affare da 11,5 miliardi: dove esplode l’illegalità

Nel 2025 diminuiscono i reati ambientali, ma crescono sanzioni, illeciti amministrativi, incendi e affari legati alla filiera agroalimentare.

Il quadro dell’illegalità ambientale in Italia mostra una doppia tendenza: nel 2025 i reati accertati sono diminuiti, mentre il giro d’affari delle ecomafie ha raggiunto 11,5 miliardi di euro. Nello stesso periodo sono aumentate le violazioni amministrative e i fenomeni criminali connessi a incendi, agroalimentare e gestione degli impianti.


Meno reati, più violazioni amministrative

Nel corso del 2025 le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno svolto 1.460.611 controlli, lo 0,4% in più rispetto all’anno precedente. Gli illeciti penali individuati sono stati 35.735, con una contrazione del 12% dopo due anni consecutivi di crescita.

La riduzione dei reati non coincide però con un calo complessivo delle irregolarità. Gli illeciti amministrativi sono saliti a 77.895, segnando un incremento dell’11,4%. Sommando le diverse violazioni, il bilancio arriva a 113.630 casi: in media, 13 ogni ora. I dati sono contenuti nel rapporto di Legambiente “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”.


Rifiuti e cemento restano nel mirino

La gestione illegale dei rifiuti rappresenta il principale fronte criminale, con 10.914 reati accertati. Seguono gli illeciti legati al cemento, che comprendono abusivismo edilizio, violazioni urbanistiche, attività estrattive irregolari, danni al paesaggio e appalti pubblici: in questo ambito i casi sono stati 8.034, il 41% in meno rispetto al 2024.

Al terzo posto si trovano i reati contro gli animali, pari a 6.930 e in calo del 4%. La categoria comprende bracconaggio, pesca vietata, commercio di specie protette, traffico di animali domestici e irregolarità negli allevamenti. La maggior parte dei casi si concentra in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, regioni che guidano la graduatoria nazionale degli illeciti ambientali.

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Incendi e agroalimentare, segnali in controtendenza

Nel 2025 sono aumentati gli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti e di altri materiali: 76 episodi, il 24,7% in più sull’anno precedente. Anche i roghi boschivi e della vegetazione hanno registrato una crescita, arrivando a 3.586 casi, con un incremento del 10,7%. Le superfici distrutte dalle fiamme hanno superato complessivamente 90mila ettari.

Un’altra area di forte espansione riguarda la filiera agroalimentare. Reati e illeciti amministrativi sono stati 67.677, il 46% in più rispetto al 2024, mentre il valore complessivo di sequestri e sanzioni è cresciuto del 109,1%, raggiungendo 968 milioni di euro. Tra il 1 maggio 2025 e il 30 aprile 2026 sono state inoltre censite 75 inchieste giudiziarie su episodi di corruzione collegati ad attività con conseguenze sull’ambiente.


Crollano i furti d’arte, ma non gli arresti

I reati contro il patrimonio culturale sono scesi a 2.276, con una diminuzione del 23%. Nello stesso settore si è ridotto anche il numero dei controlli, calati dell’8,5%.

La tendenza cambia osservando gli arresti per traffico di opere d’arte e reperti archeologici. Nel 2025 ne sono stati eseguiti 34, contro i 2 registrati nel 2024. Nel frattempo, il business complessivo delle ecomafie è aumentato di 2,2 miliardi di euro in un anno; dal 1995 a oggi sono stati censiti 393 clan attivi in questo ambito.

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