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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Acqua, la sfida del Peschiera: un’opera da 1,5 miliardi

Il potenziamento dell’acquedotto nel Lazio punta a rafforzare la sicurezza idrica e a diventare un riferimento tecnologico oltre i confini regionali.

La gestione dell’acqua richiede un’azione condivisa tra istituzioni, territori e aziende. È il punto sottolineato da Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale, durante il Forum Euromediterraneo dell’acqua organizzato a Roma: «Nessuno può governare da solo».


Roma punta su una rete più moderna

Il Campidoglio sta lavorando insieme ad Acea su diversi fronti: rinnovamento delle infrastrutture, trasformazione digitale degli impianti, contenimento delle perdite e maggiore tutela della continuità del servizio. In questo quadro rientra anche il rafforzamento dell’acquedotto del Peschiera.

Celli ha indicato nella collaborazione tra soggetti pubblici e privati e nei collegamenti tra aree diverse la strada necessaria per affrontare le criticità del sistema idrico. Il potenziamento dell’acquedotto rappresenta quindi uno degli interventi inseriti in una strategia più ampia per rendere la rete più sicura ed efficiente.


Peschiera, investimento da 1,5 miliardi

Il progetto per il raddoppio del tronco superiore del Peschiera vale 1,5 miliardi di euro. Alessandro Rivera, presidente di Acea, lo ha definito «il progetto idrico più rilevante in Europa» intervenendo allo stesso appuntamento romano.

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L’opera dovrebbe garantire maggiore solidità all’approvvigionamento del Lazio e riguarda un’infrastruttura che fornisce acqua a oltre 4 milioni di persone distribuite in 150 comuni. La nuova realizzazione permetterà anche di intervenire sull’acquedotto esistente, operativo da oltre 80 anni, senza compromettere la continuità del servizio.


Un cantiere con ambizioni più ampie

Secondo Rivera, Acea sta concentrando i propri investimenti soprattutto su grandi infrastrutture e sulla costruzione delle reti idriche del futuro. Il cantiere del Peschiera viene presentato anche come uno spazio per sperimentare le tecnologie sviluppate dal gruppo.

Per il presidente di Acea, l’esperienza maturata potrà trasformarsi in competenze applicabili in altri contesti. L’obiettivo indicato è fare dell’intervento «un modello esportabile in Italia e all’estero», collegando la sicurezza dell’acqua all’innovazione nella progettazione e nella gestione delle reti.

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